di Luca Ceccotti
TERNI – La fabbrica di meme più o meno ufficiale di Terni porta il marchio di Average Ternano Guy. Non c’è “concarolo” che si rispetti, anche tra i cervelli in fuga, che non conosca o segua oggi la pagina Facebook o profilo Instagram dedicato alla cosiddetta “ternitudine”, essenza stessa di città e cittadini. Un modo di riconoscersi praticamente elitario e popolare, per quanto esclusiva possa dirsi una realtà che spesso e volentieri raggiunge numeri di visualizzazione che intercettano di fatto l’intero bacino ternano. Sagace, intelligente, ricca di riferimenti mirati alla cultura pop globale e capace di innestare il tutto in un contesto provinciale che riesce a non prendersi sul serio, divertendosi. Tutto questo senza alcuna sponsorizzazione e coccolando una reach (tecnicismo riferito al numero di utenti medio) di super fidelizzati.
A fondare la pagina nel 2017 sono stati Riccardo Mariani (25 anni) e Federico Petroni (29), un geometra e un perito industriale: «Siamo stati colleghi di lavoro per cinque anni – dice Mariani sorridendo all’amico -. Ci siamo conosciuti così ed Average Ternano Guy è nata poco dopo, durante una pausa caffè. Ci ha unito la passione per i meme, che in quel momento stavano vivendo un periodo d’oro, e abbiamo pensato che a Terni non c’era alcuna realtà di questo tipo, salvo qualcosa di sporadico». La pagina ha preso forma durante quello che Mariani (più dedicato alle relazioni pubbliche di Average) ricorda essere stato il picco dei gruppi Facebook prima dell’esplosione di Instagram e il calo di presenze giovani o giovanissime sul social di Mark Zuckerberg. «Pagine tipo la nostra sono rimaste bloccate a 7 anni fa e anche noi ci sentiamo incollati a quel tipo di produzione e promozione social. Ma va bene così, non avendo alcun interesse di profitto. Che poi su Instagram siamo ormai consolidati con quasi 11 mila follower, ma non chiedeteci di aprire TikTok. Quella tipologia di contenuti non fa per noi, ma soprattutto ne facciamo una questione generazionale e di tempo. Non sapremmo davvero da dove cominciare, guardando anche alla standardizzazione del contenuto TikTok. Trovassimo un ragazzo disponibile e più giovane, però, potremmo pensarci ma la vedo difficile».
Petroni concorda: «Lì non funzioneremmo. Considerando anche l’impegno maggiore nella creazione del contenuto, tra lavoro e altro, non avremmo il tempo materiale di occuparci di tutto». Già perché la quasi totalità della produzione meme originale di Average Ternano Guy è tutta di questi due ragazzi, specie di Petroni, il più creativo del dittico fondatore: «A volte mi sveglio alle tre di notte e mi viene in mente qualcosa. Altre in ufficio o girando per la città. Il meme della fontana di Piazza Tacito? Era appena stata inaugurata e avevo deciso di farle una foto. Non appena immortalata dalla mia prospettiva ho subito pensato beh, qui un Garydos ci starebbe benissimo». Il ventinovenne spazia molto negli interessi: sport, cinema, videogiochi, televisione, mentre Mariani ha una passione smodata per la musica. Tutti elementi, questi, che li aiutano a creare meme molto spesso dissacranti e spassosissimi. Quelli che non vengono da loro, il 5% restante, viene da amici e followers, puntualmente citati: «Se ci fa ridere, pubblichiamo tutto quello che ci viene mandato». Stefano Bandecchi, presidente della Ternana Calcio, lo definiscono “un generatore automatico di meme”.
C’è dietro un lavoro di studio e ricerca delle “wave” del momento e dei trend più gettonati, oltre che confronti e collaborazioni con altre pagine, personalità (una su tutte: Ermes Maiolica), istituti, realtà e strutture ternane di diverso tipo, ma l’interesse nel guadagno è inesistente, al contrario della voglia di far sorridere una città intera (a volte una regione, quando va benissimo). Tramite Average Ternano Guy, infatti, Mariani e Petroni sono stati promotori di diverse iniziative di bene: la cooperazione con l’Associazione i Pagliacci – nata per aiutare i bambini malati -, l’aiuto in promozione agli eventi del Baravai Anfiteatro Romano (che nel 2021 ha ospitato artisti come Willie Peyote o Valerio Lundini) ma soprattutto della raccolta fondi in aiuto all’Ospedale di Terni durante il primo lockdown del 2020. «Siamo riusciti a donare quasi 22 mila euro – dice Mariani -. Quando abbiamo collaborato con i Pagliacci, i sorrisi di quei bambini ci hanno fatto piangere. A noi basta questo, onestamente. E se proprio vogliamo aggiungere altro, anche sostenere Terni stessa, città che amiamo e che nonostante i suoi difetti sa essere accogliente casa per molti».


