UMBERTIDE (Perugia) – Grande commozione domenica 30 gennaio a Umbertide dove si è tenuta la cerimonia in ricordo di Donato Fezzuoglio, appuntato dei carabinieri medaglia d’oro al valor militare, che perse la vita sedici anni fa mentre, insieme a un collega, cercava di sventare una rapina ai danni del Monte dei Paschi di Siena in via Andreani.
La commemorazione è iniziata la deposizione delle corone di alloro alla lapide eretta proprio nel luogo in cui il militare fu colpito a morte. Presenti diversi rappresentanti delle istituzioni e delle autorità militari a mostrare vicinanza alla famiglia, alla vedova Emanuela e al figlio Michele che, all’epoca del fatto, aveva appena pochi mesi.
Tra glia ltri, il sindaco Luca Carizia, il vicecomandante della legione carabinieri Umbria colonnello Stefano Savo, il comandante provinciale colonnello Stefano Romano, il comandante della compagnia di Città di Castello maggiore Giovanni Palermo, il maresciallo Antonio Raganato comandante della stazione dei Carabinieri di Umbertide, il vescovo di Gubbio monsignor Luciano Paolucci Bedini, il viceprefetto di Perugia Nicola De Stefano, il vicario del questore di Perugia Maria Grazia Corrado, il vicesindaco Annalisa Mierla, l’assessore Alessandro Villarini, il comandante della Polizia Locale, Maggiore Gabriele Tacchia, il consigliere provinciale Giovanni Dominici e rappresentanti delle associazioni combattentistiche e dell’Arma.

«Per il sedicesimo anno consecutivo tutta la nostra comunità si stringe per ricordare il suo eroe – ha detto Carizia – Donato era un servitore dello Stato, un figlio, un fratello un marito, un padre e un amico, un carabiniere che ha onorato fino all’ultimo istante la divisa che orgogliosamente portava e ha sacrificato la sua vita per difendere noi, i suoi concittadini, affrontando con coraggio quei banditi che lo hanno tolto all’affetto dei suoi cari, dell’Arma dei carabinieri e degli umbertidesi. Sedici anni sono passati da quel drammatico 30 gennaio, ma il ricordo di Donato Fezzuoglio resta vivo in tutti noi. Perché Donato è qui. È ogni giorno nel lavoro dei suoi colleghi, è ogni giorno nel ricordo di Emanuela e di tutti i suoi cari, ogni giorno vive con suo Michele. A Michele, va il pensiero più grande. Hai avuto un padre straordinario, un esempio per te e per tutti i tuoi coetanei. Oggi è doveroso rinnovare il ringraziamento a tutti i membri delle Forze dell’Ordine che con coraggio e dedizione quotidianamente sono al servizio delle nostre comunità e hanno in Donato un punto di riferimento importante che fa svolgere la loro missione a tutela di tutti noi».
Al termine della toccante cerimonia civile, il vescovo Monsignor Luciano Paolucci Bedini ha letto la preghiera di suffragio in memoria del giovane carabiniere: «Dio della vita e Signore della storia, affidiamo a te il nostro fratello Donato e tutte le vittime della violenza che ancora insanguinano le nostre mani di uomini. Tu Signore dell’eternità custodisci la loro vita, che è ormai nel tuo grembo e fa che nessuna vita umana sia più calpestata, disprezzata e annientata. Custodisci tu la loro memoria, rendila ricordo e insegnamento perenne dell’orrore assurdo, del lutto, del degrado devastante che umilia la tua creazione. Per Cristo nostro Signore».


