SMARRIMENTO
foto di Giulia Di Vitantonio

Il senso di inadeguatezza di Anna e Paolo nello “Smarrimento” di Lucia Calamaro

Sul palco la storia di una scrittrice in crisi, di suo marito e dell’affiorare di ricordi e immagini che provano a dar loro un trascorso probabile

CORCIANO (Perugia) – Prosegue a Corciano la stagione di prosa del teatro della Filarmonica dove domenica 30 gennaio alle 21 prenderà il via lo spettacolo “Smarrimento” interpretato da Lucia Mascino, scritto e diretto dalla drammaturga contemporanea, tra le più apprezzate sul territorio nazionale, Lucia Calamaro.

La messinscena nasce dall’incontro fra le due talentuose artiste e come scrive la regista nella presentazione dell’opera «è un dichiarato elogio degli inizi e del cominciare».
Sul palco, nell’ambito della stagione TSU, la storia di una scrittrice in crisi ormai da un po’ che ha dei personaggi iniziali di vari romanzi che non scriverà mai perché non riesce ad andare avanti. «Gli editori per sfangare l’anticipo – spiega l’autrice – le organizzano reading/conferenze in giro per l’Italia, in modo da tirar su qualche economia, mentre lei non produce niente di nuovo, e in un colpo solo riuscire a vendere all’uscita degli eventi qualche copia delle vecchie opere. Quando non si riesce a continuare, non si può che ricominciare».

SMARRIMENTO
foto di Giulia Di Vitantonio

La Mascino dà vita ad Anna, la protagonista, a Paolo, il marito, e all’affiorare di ricordi e immagini che provano a dar loro un trascorso probabile. Ad accomunarli sarà l’inadeguatezza al vivere, da ognuno respinta con terrore. Una sottile nevrosi pervade il racconto, non è chiaro quando è la scrittrice che parla, oppure Anna, la sua creatura, il suo doppio.
Il testo si svela poco a poco, a cominciare dalla fatica della creazione artistica alla necessità del quotidiano, attraversando violente emozioni, fino ad arrivare a raccontarsi anche nella veste dell’uomo Paolo, che, in qualche modo insieme alla sua creatrice, affida, alla fine, la sua versione dell’infelicità di vivere.
La protagonista si muove in un continuo alternarsi di pensieri e voci interiori, in una conversazione continuamente interrotta, in un’acrobatica e perfetta rappresentazione del sé, per la quale la ricerca del racconto si fonde con la ineludibile ricerca del senso di esistere. Dall’ordine geometrico dell’inizio si giunge fino alla distruzione di ogni ordine costituito, nel quale, alla fine, resta solo la consapevolezza del ricordo, la necessità del dolore, l’importanza della memoria.
Per assistere allo spettacolo sono necessari super green pass e mascherina di tipo ffp2.
Prenotazioni: Botteghino Telefonico Regionale del Teatro Stabile dell’Umbria 075 57542222 (dalle 16 alle 20).

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