Giovanni Truppi
foto di Mattia Zoppellaro

La prima volta al Festival di Sanremo: Giovanni Truppi e la sua canzone d’amore

Serata cover dedicata a Fabrizio De André in coppia con Vinicio Capossela

di Francesca Cecchini

Si intitola “Tuo padre, mia madre, Lucia” la canzone con cui Giovanni Truppi parteciperà per la prima volta al Festival di Sanremo, in programma dal primo al cinque febbraio in prima serata su Rai Uno.

Quella che l’artista napoletano porterà alla 72esima edizione sarà una “love song” che mette al centro il rapporto amoroso, lo «scegliersi anche nei momenti difficili della vita e delle relazioni, e approfondisce il modo di vivere un rapporto in età adulta».
Il brano, ha spiegato Truppi durante la conferenza stampa di presentazione «è una sorta di proseguo di “Conoscersi in una situazione di difficoltà” in cui si parla del momento di passaggio tra l’innamoramento e il primo e vero momento del rapporto amoroso». In “tuo padre, mia madre, Lucia” c’è «l’evoluzione del sentimento, il rapporto è già formato e inizia a confrontarsi con il mondo esterno, in questo caso con le tre persone citate nel titolo. Tre persone che però sono spettatori, non partecipano all’azione». Lucia, racconta sorridendo, «è il nome di mia figlia».
L’idea iniziale del «ritornello e della melodia mi sono venuti in mente passeggiando per Bologna, città in cui vivo da circa due anni. Poi la scorsa estate ho iniziato a confrontarmi con altri autori» . Un’esigenza, quella di rivolgersi ad «autori importanti», oltre che agli storici Marco Buccelli e Giovanni Pallotti, che nasce in un momento in cui il cantautore si ritrova in solitudine, come è capitato a tutti noi durante le diverse fasi di lockdown che si stavano alternando. La scelta è ricaduta subito su Gino “Pacifico” De Crescenzo e Niccolò Contessa.
Il brano è prodotto da Marco Buccelli e Taketo Gohara, coadiuvati da Stefano Nanni a cui è stata affidata la scrittura degli archi e che dirigerà l’orchestra.

Tuo padre, mia madre, Lucia copertina disco

La canzone apre anche il nuovo progetto musicale, “Tutto l’universo”, in uscita il prossimo 4 febbraio. Il disco è un viaggio nella musica di Truppi, composto da quindici brani, tra i più rappresentativi della sua carriera: «Ho dovuto scegliere tra quelle che mi rappresentano meglio, più comprensibili come racconto, anche per le persone che per la prima volta si approcciano alla mia musica».
Durante la serata cover venerdì 4 febbraio ascolteremo “Nella mia ora di libertà” di Fabrizio De André, eseguita in duetto con Vinicio Capossela «uno degli artisti che più mi ha guidato con la sua musica, con il suo rigore, il suo atteggiamento, durante il mio percorso». Con l’artista irpino accanto, su un palco tanto importante «mi sento più forte e tranquillo».
Un brano storico di Faber che Giovanni tratterà «con il massimo rispetto possibile. Ho cercato di farla mia, di offrire il mio punto di vista, non volevo riproporre l’originale».

Giovanni Truppi
foto di Mattia Zoppellaro

Più spesso accompagnato da chitarra e/o pianoforte durante i suoi concerti, questa volta a Sanremo ci sarà un orchestra di rilievo ad accoglierlo, ma questo non spaventa Truppi che, anzi, vive l’incontro con i musicisti dell’Ariston, come «una bellissima esperienza da fare».
Una canzone delle passate edizioni di Sanremo che ti ha particolarmente colpito?
«Perdere l’amore per me è “la canzone” del Festival di Sanremo ma, come contraltare, mi ricordo l’atterraggio dei Quinto Rigo con Rospo».
Artisti interessanti del Festival di quest’anno?
«Dargen D’Amico e La Rappresentante di Lista sono tra quelli che sento più affini. Ho ascoltato Ditonella Piaga e mi è piaciuta molto. Fabrizio Moro non mi è affine ma apprezzo molto la sua musica».

foto scena Buoni da morire

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