chi ha paura i Virginia Woolf
foto di Brunella Giolivo

Antonio Latella si misura con Edward Albee e porta in scena il celebre “Chi ha paura di Virginia Woolf?”

A precedere lo spettacolo due appuntamenti: la proiezione di “Occhi verdi come i miei” e la presentazione di “Dramagia. Edward Albee e il mestiere del dramaturg”

PERUGIA – Sarà il teatro Francesco Morlacchi di Perugia a ospitare dal 16 al 20 febbraio “Chi ha paura di Virginia Woolf?”, il testo più celebre di Edward Albee che vede alla regia uno dei registi più apprezzati in Umbria, Antonio Latella.

Lo spettacolo, nella nuova traduzione di Monica Capuani, vede sul palco Sonia Bergamasco nel ruolo di Martha e Vinicio Marchioni in quelli di George. Con loro anche Ludovico Fededegni (Nick) e Paola Giannini (Honey). Titolo di grandissimo successo (la sola edizione del debutto totalizzò 664 repliche consecutive a Broadway), la piéce racconta la storia di due coniugi di mezza età, Martha e George, che hanno invitato a casa Nick, giovane collega di lui, e la moglie Honey. Mentre il tasso alcolico della serata sale sempre più, Martha e George si abbandonano a un crescente gioco al massacro, fino a far fuggire i loro ospiti.

chi ha paura i Virginia Woolf
foto di Brunella Giolivo

«Non posso non partire dal titolo per affrontare questo testo che ancora una volta mi riporta all’America e alla drammaturgia americana – spiega Latella – Una canzoncina che la nostra protagonista dissemina per tutto il testo, che riprende la melodia per bambini, e non solo, “Who’s Afraid of the big bad Wolf?” ovvero: “Chi ha paura del lupo cattivo?”. La paura del lupo, quel lupo che fin da piccoli è fuori dalla porta pronto a sbranarci, pronto a punirci nel momento in cui non stiamo nelle regole che la società ci impone. Eppure, non posso credere che questa scelta, in un autore attento come Edward Albee, sia solo un vezzo intellettualistico. (…) Virginia Woolf è un’autrice che crea un nuovo modo di narrare, un nuovo linguaggio. Una vera visionaria, una combattente instancabile per l’emancipazione femminile. La Woolf è presente anche in una idea di narrazione che riguarda lo stesso Albee: “Ogni volta che entra la morte, bisogna inventare, mentire, ricostruire. La morte la puoi vincere solo con l’invenzione”. Bisogna scegliere di spiazzare la morte, di vincere la depressione, la paura, forse anche di anticiparla proprio come fece la grande Virginia Woolf. Per fare tutto questo ho voluto circondarmi di un cast non ovvio, non scontato, un cast che possa spiazzare e aggiungere potenza a quella che spesso viene sintetizzata come una notturna storia di sesso ed alcool».
“Chi ha paura di Virginia Woolf?” è una produzione Teatro Stabile dell’Umbria con il contributo speciale della Fondazione Brunello e Federica Cucinelli. La drammaturgia è di Linda Dalisi, le scene di Annelisa Zaccheria, i costumi di Graziella Pepe, musiche e suono sono di Franco Visioli e le luci di Simone De Angelis. In scena da mercoledì a venerdì alle 21, sabato alle 18, domenica alle 17.

 chi ha paura i Virginia Woolf
foto di Brunella Giolivo
GLI APPUNTAMENTI CHE PRECEDONO LA MESSINSCENA

Martedì 15 febbraio alle 21.30 al PostModernissimo è in programma la proiezione di “Occhi verdi come i miei”, documentario di Lucio Fiorentino che racconta le prove dello spettacolo “Chi ha paura di Virginia Woolf?” nel corso di cinque settimane a cavallo tra inverno e primavera a Spoleto, dal tavolino fino al giorno del programmato debutto, il tutto incorniciato da un’intervista al regista Antonio Latella.
Giovedì 17 febbraio alle 17.30 al teatro Morlacchi si terrà l’incontro con gli attori Sonia Bergamasco, Vinicio Marchioni, Ludovico Fededegni, Paola Giannini e, a seguire, la presentazione del libro “Dramagia. Edward Albee e il mestiere del dramaturg” di Linda Dalisi, edito dal Teatro Stabile dell’Umbria e da Emergenze publishing. Nel volume l’autrice, a partire dalle prove dello spettacolo, racconta la figura di Edward Albee in una sorta di reportage sulla figura del dramaturg, non solo scrittore di testi teatrali ma anche colui che accompagna con le sue ricerche il processo creativo di una messa in scena.

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