PERUGIA – Somministrato anche a Perugia un trattamento a base di Paxlovid, il secondo trattamento orale anti covid il cui utilizzo è stato autorizzato anche in Italia. L’annuncio arriva direttamente dall’assessore alla Salute della Regione Umbria, Luca Coletto, nel corso dell’aggiornamento settimanale sull’andamento della pandemia da covid 19 in Umbria. “È stato prescritto per la prima volta questa mattina, presso la Clinica di Malattie Infettive dell’ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia – rende noto l’assessore alla Salute, Luca Coletto – È stato prescritto ad una giovane donna che presenta fattori di rischio”.
“Ci aspettiamo una buona tollerabilità del paziente al farmaco e la non necessità di ricovero grazie al trattamento – sottolinea la professoressa Daniela Francisci, direttore di Malattie Infettive del Santa Maria della Misericordia– La somministrazione riguarda pazienti che hanno forme lievi, ma che presentano fattori di rischio di progressione verso forme gravi di malattie”.
“Per quanto riguarda le terapie anti covid 19 – spiega la professoressa Francisi – abbiamo a disposizione sia gli anticorpi monoclonali come il Sotrovimab, efficace anche per la variante Omicron, che i due antivirali orali, il Lagevrio (Molnupiravir), la cui somministrazione è iniziata il 5 gennaio, e il Paxlovid. Da gennaio, qui a Perugia abbiamo prescritto 107 trattamenti con monoclonali e 99 antivirali”.
Il Paxlovid deve essere somministrato il prima possibile dopo la diagnosi di covid ed entro 5 giorni dall’insorgenza dei sintomi.
Le strutture individuate per la prescrizione del farmaco in Umbria sono l’Azienda ospedaliera di Perugia e quella di Terni, l’ospedale di Città di Castello e quello di Spoleto.
Intanto è iniziato il monitoraggio dei primi pazienti che a gennaio sono stati sottoposti alla terapia orale: “Stiamo iniziando quest’opera certosina di contatto e ci stiamo organizzando per poterne fare, almeno in parte, a distanza, attraverso la telemedicina – spiega ancora Francisci – Dovrebbe, inoltre, arrivare entro il mese di febbraio, un altro monoclonale che potrà essere utilizzato per la profilassi post esposizione per quei soggetti a rischio, fragili, che hanno avuto un contatto con un positivo. Una terapia preventiva da fare entro poche ore, per evitare che si manifesti la malattia”.
Nell’ultima settimana, in generale, si registra un trend in leggera diminuzione rispetto al passato.
L’incidenza settimanale per 100.000 abitanti all’8 febbraio, è riportato nel report del Nucleo epidemiologico regionale, è pari a 1.084, l’RDt sulle diagnosi calcolato per gli ultimi 14 giorni diminuisce attestandosi a un valore di 0,80. Nella fascia tra 3 e 44 anni l’incidenza più elevata, superiore alla media regionale. Tra il 31 gennaio e il 6 febbraio si sono registrati 34 decessi, mentre la pressione sugli ospedali risulta essere praticamente invariata.
I dati di oggi portano il totale dei positivi sotto ai 17mila, sono 16.833, 1.318 i nuovi casi. Sono 1.488 i guariti, ma ancora 6 i decessi nelle ultime 24 ore, 1.676 dall’inizio della pandemia. Invariato il numero dei pazienti in terapia intensiva, sono 9 su 211 ricoveri, 3 in meno rispetto a ieri. In isolamento contumaciale 16.622 persone.


