Decarbonizzazione, utenza attiva e flessibilità: gli obiettivi della transizione ecologica a Terni

L’incontro tra dirigenti Rse, Asm e il sindaco Leonardo Latini: «Vogliamo offrire un modello energetico smart e innovativo»

di Luca Ceccotti

TERNI – La transizione ecologica è un tema portante del presente e tutto volto al futuro. Riguarda ambiente, sostenibilità, sviluppo sociale ed economico, riduzione dei costi energetici. L’obiettivo per il 2030 è quello di abbattere consumi e inquinamento energetico a Terni, e l’arrivo di un nuovo laboratorio di ricerca e sviluppo in città, in collaborazione tra Asm, Rse e Comune di Terni è solo un primo e importante passo verso questo traguardo. Ne hanno parlato martedì i dirigenti dell’azienda di Ricerca sul Sistema Energetico e quelli di Asm, anche in presenza del sindaco Leonardo Latini.

Oggetto, la collaborazione con Asm per ospitare un laboratorio che Rse ha già altrove su territorio, per sinergie di ricerca e sviluppo, specie sulla transizione ecologica ma anche con un occhio all’economia del comprensorio. «È un giorno importante – ha detto Latini -. Il aboratorio può assumere valenza strategica dentro Asm, che vanta una collaborazione storica con Rse, ente rinomato per ricerche
sulla transizione ecologica. Un aiuto per lo sviluppo della nostra città. Asm così può ulteriormente mettersi in gioco per offrire il proprio know how per le opportunità che una fase così delicata ma avvincente ci si prospetta davanti». «Lavoriamo a consolidare il legame con territorio dal 2014 – ha ricordato Alberto Geri, presidente di Rse e professore dell’università La Sapienza -. Rse ha portato due importanti progetti nel corso degli anni, finanziati dalla ricerca di sistema di cui Rse è maggior assegnatario. Mi auguro che laboratorio e attività possano essere di stimolo e supporto alle aziende locali per soluzioni che eventualmente vedano partecipazione attiva dei ternani e volte per accelerare la transizione ecologica».

In merito alle tre parole cardine del progetto, da RSE le specifiche: «Il laboratorio e questo progetto in generale hanno tre cardini essenziali: elettrificazione, utenza attiva, flessibilizzazione. Il primo obiettivo è relativo alla riduzione della carbonizzazione, con la necessità di elettrificare ogni aspetto che per ora è legato ai carboni fossili, arrivando così a una decarbonizzazione importante. L’utente, dunque destinatario ma anche produttore, non deve essere più soggetto passivo ma attivo dell’azione, anche per auto prodursi energia e per gestire al meglio i proprio consumi, ottimizzandoli. In questo senso, dovrebbe esserci pure un’attivazione collettiva con le cosiddette “comunità dell’energia”, dove in sostanza avviene uno scambio di energia autoprodotta al loro interno. E per le flessibilizzazione, invece, le fonti rinnovabili non sono purtroppo programmabili e dipendono quasi interamente dalla natura, per cui per una più sicura ed efficiente fornitura di energia occorre una gestione flessibile di prelievi e distribuzioni in rete della stessa. Ed è qui che ASM offre uno strumento molto importante».

«L’idea – sostiene il professor Geri – è anche quella di invogliare le imprese locali a utilizzare tecnologie energetiche che magari prima non pensavano di poter utilizzare, più efficienti, pulite, innovative. Tutte attività rivolte al territorio, soprattutto». Latini, concludendo, fa eco a Geri: «Si tratta di strumenti utili, infatti, anche per indirizzare il tessuto economico sociale verso direttrici di sviluppo imprenditoriale. Direi quanto mai essenziali per un futuro prospettabile più solido, sostenibile e pro-famiglia».

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