“Il berretto a sonagli” di Gabriele Lavia debutta in prima nazionale al Menotti

Dall’opera di Luigi Pirandello

SPOLETO (Perugia) – Debutto in prima nazionale domenica 6 febbraio alle 17 al teatro nuovo Gian Carlo Menotti di Spoleto per “Il berretto a sonagli” di Pirandello, spettacolo in scena nell’ambito della stagione di prosa a cura del Teatro Stabile dell’Umbria.

Sul palco saliranno Gabriele Lavia, anche regista della pièce, Federica di Martino e Francesco Bonomo, Matilde Piana, Maribella Piana, Mario Pietramala, Giovanna Guida, e Beatrice Ceccherinila.

Gabriele Lavia foto dal sito TSU
foto dal sito TSU

«L’opera fu scritta da Luigi Pirandello nel 1916 in siciliano per il grande Angelo Musco – racconta il regista – poi Pirandello la tradusse in italiano. Non c’è dubbio che in siciliano questa “commedia nerissima“ sia più viva e lancinante. Noi faremo una mescolanza tra la “prima“ e la “seconda“ versione di questo “specchio” di un’umanità che fonda la sua convivenza “civile“ sulla menzogna. Scivoleremo di qua e di là, tra la lingua italiana e la “lingua” siciliana. Il Berretto a Sonagli è il primo esempio radicale di testo italiano “espressionista” amarissimo comicissimo e crudele. Se Pirandello avesse voluto fare illustrare il suo “Berretto a sonagli” avrebbe cercato sicuramente il grande pittore Grotz, con i suoi personaggi deformi, taluni con facce da bestie. Ne “L’uomo la bestia e la virtù” Pirandello suggerisce “orecchie di scimmia”, “facce da porco” per i suoi personaggi. Qui, senza le “imbestiature” eccessive (Pirandello usa spesso il verbo imbestiarsi), ci troviamo di fronte a un espressionismo feroce che vuole rappresentare una società “malata di menzogna”. E che fonda il suo essere su quella “menzogna” del vivere sociale sulla menzogna. La verità non può trovare casa nella “società umana”. Solo un pazzo può dirla. Ma tanto, si sa “è pazzo!” Così la signora Beatrice Fiorica ha svelato la verità e ora “deve” civilmente, socialmente, essere pazza».

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