“Il tartufo, una filiera da realizzare” . Ad Arrone un incontro per puntare alla crescita del territorio

Si è tenuto giovedì un convegno organizzato da Valnerina Tartufi in collaborazione con Confagricoltura Umbria e Comune di Arrone. Il sindaco Di Gioia: «Creare una filiera del tartufo può essere una grande opportunità di sviluppo e promozione»

ARRONE (Terni) – Valorizzazione delle aree interne, a vocazione naturalistica, con colture come la tartuficoltura che, viste le difficoltà di coltivazioni tradizionali, portano un valore aggiunto in termini di sostenibilità economica. Questi i principali argomenti toccati nel corso del convegno “Il tartufo, una filiera da realizzare”, che si è tenuto giovedì ad Arrone all’interno del suggestivo Convento di San Francesco, organizzato da Valnerina Tartufi in collaborazione con Confagricoltura Umbria e Comune di Arrone. Sviluppo, risorse e opportunità di crescita vanno di pari passo con la realizzazione di una filiera del tartufo, una di quelle a cui l’assessorato all’agricoltura della Regione Umbria guarda con interesse, grazie alla destinazione di risorse per lo sviluppo di settori produttivi di rilevanza strategica (insieme al Tertufo anche Nocciolo, Cereali, Latte, Olio e Luppolo) promuovendo cooperazione e sostenibilità.

Per Confagricoltura Umbria pertanto, come ha sottolineato il presidente della sezione di Terni Giuseppe Malvetani, «il sostegno allo sviluppo di una filiera di un prodotto di eccellenza per l’Umbria come il tartufo, ed in aree interne, è un’opportunità di riqualificazione di zone collinari e montane che assicura, inoltre, una sostenibilità economica alle aziende del territorio». L’associazione, utilizzando tutte le professionalità necessarie, fornirà consulenza a tutte le aziende interessate e, nel frattempo, sta lavorando con gli Istituti di Credito per un prodotto finanziario dedicato alla filiera.

Il sindaco di Arrone, Fabio Di Gioia, ha rimarcato che «creare una filiera del tartufo legata fortemente al territorio può essere una grande opportunità di sviluppo e promozione non soltanto di natura economica ma anche di attenzione all’ambiente». Per questo motivo, ha poi sottolineato come anche il parco fluviale del Nera «può rappresentare un valore aggiunto».

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