La grinta di Abbagnale sul Centro di Piediluco: «Struttura cardine sia a livello internazionale che per indotto economico sul territorio»

Il presidente della Fic non nasconde le potenzialità ancora da sfruttare: «Dalle parti chiamate in causa c’è tutta la voglia di migliorare, però bisogna agire in fretta»

di Michele Fratto

TERNI – Rendere il Centro di Piediluco un vero polo di eccellenza internazionale tramite l’ultimazione dei lavori di adeguamento per quanto riguarda strutture di allenamento e gare. Questo il concetto intorno al quale ruota tutto il discorso di Giuseppe Abbagnale, presidente della Fic (la Federazione italiana canottaggio). Rieletto a capo della Federazione per il quadriennio 2021\2024, Abbagnale senza troppi giri di parole va dritto al punto: «L’occhio della Federazione è su Piediluco, che deve diventare sempre più centro internazionale di eccellenza». Lo storico campione olimpico (medaglia d’oro a Los Angeles 1984, a Seoul 1988 e un argento a Barcellona 1992) fa un discorso ad ampio raggio sul Centro Nazionale, spaziando dalla possibilità di ospitare eventi e gare all’indotto che un’eccellenza del settore può portare a tutto il territorio ternano: «Il pallino è rendere il Centro una base per meeting, gare e allenamenti di Nazionali provenienti da tutto il mondo, creando un indotto economico per il territorio non indifferente, seguendo esempi già concretizzati come successo a Sabaudia e a Varese».

Parole non lasciate cadere nel vuoto quelle pronunciate dal presidente Abbagnale, ma che portano a un impegno concreto riscontrabile già dai tanti impegni in programma a Piediluco, tutti più o meno conosciuti ma dal valore importante per il movimento sportivo e non solo: «Durante le manifestazioni internazionali muoviamo quasi 3mila persone tra atleti e famiglie, occupiamo tutte le strutture da Terni fino a Rieti, determinando anche un indotto economico importante. Oggi la struttura del Miralago è occupata dalla Nazionale rumena, con ottanta persone fisse da gennaio ad aprile che andranno via dopo il Memorial d’Aloja. Alla Russia e ad altre formazioni abbiamo dovuto dire di no perché non avendo le strutture efficienti non possiamo ospitare». 

Ed è proprio su quest’ultimo punto che ruota la riflessione posta dal presidente Abbagnale. Agevolare in fretta i lavori di miglioramento per adeguare il Centro alle potenzialità presenti sotto gli occhi di tutti. In questo caso Abbagnale non nasconde il fatto di avere continui contatti con le amministrazioni locali e con la Fondazione Carit, da sempre sostenitrice e promotrice nell’adeguamento del Centro: «C’è tutta la volontà di andare avanti in questo sviluppo. Mi rendo conto che la macchina burocratica è lenta, ma noi dobbiamo essere veloci e ottimisti per il completamento dei lavori senza così andare ad intaccare il prosieguo della stagione agonistica. Comunque, un grande plauso va alla Fondazione Carit, che in questi anni non ha mai mancato di dare il proprio supporto in maniera poderosa, sia a livello sostanziale che morale».

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