Mercati finanziari, anche sulle “montagne russe” fioriscono opportunità

L’analisi di Angelo Drusiani

di Angelo Drusiani

PERUGIA – Sarà un paradosso, ma definirla certezza incerta questa fase dei mercati finanziari potrebbe rappresentare l’umore che gli investitori, in primo luogo, vivono da qualche mese, ma che si trasferisce anche agli analisti finanziari, impegnati giorno dopo giorno a verificare quali prospettive accompagneranno il futuro sia del comparto azionario, sia del comparto obbligazionario. Aree, ambedue, del sistema finanziario globale, ancorché concorrenti.

Le stesse note che la Banca Centrale USA ha rilasciato da pochi giorni sono molto chiare, perché inducono a ritenere che la strategia che verrà posta in essere avrà come meta il ritorno del tasso d’inflazione a valori meno aggressivi degli attuali. Ma quale politica monetaria verrà seguita è motivo di ampio dibattito. Perché secondo alcune Banche d’affari la Federal Reserve aumenterà il tasso di riferimento per ben sette volte in tempi ravvicinati, altre si limitano a soli quattro incrementi. Altre ancora raccomandano prudenza, con rialzi quindi moderati, perché l’inflazione deve essere riportata in ambiti tradizionali, massimo 2%, ma se si dovesse portare a livelli molto alti lo stesso tasso di riferimento, in tempi brevi, si potrebbe rischiare una battuta d’arresto molto forte per il sistema economico produttivo.

Non si può dire che la curva del grafico sopra riportato, riferito all’indice Nasdaq, sia simile ad una montagna russa, vista la situazione ai confini occidentali di Mosca e orientali dell’UE, ma in effetti le oscillazioni dei valori dell’indice esprimono un’incertezza tutt’altro che trascurabile. Identica situazione se si riportasse il grafico del rendimento dei titoli governativi con durata decennale.
La scelta che potrebbe rendere la certezza meno incerta è che il 16 marzo prossimo la Banca Centrale di Washington deliberi un rialzo del tasso ufficiale di 50 centesimi, comunicando che la decisione “forte” non rappresenterà, probabilmente, l’inizio di una fase aggressiva nei confronti del tasso d’inflazione, ma che la decisione stessa rappresenta un primo approccio sì “sostanzioso”, ma determinato a valutare quali reazioni esso produrrà sia in seno alle aziende, il cui costo di finanziamento salirà, sia nei confronti del costo della vita, per verificare quanto peserà sui consumi il maggior costo di finanziamento per le famiglie.
Nel frattempo, è probabile che i saliscendi dell’indice riportato sopra, come di quasi tutti gli altri, non si arrestino: bene per chi ama il “trading”, perché opportunità di guadagno possono manifestarsi nei due sensi. Acquistando per vendere a prezzi superiori, ma anche vendere, per riacquistare a quotazioni più basse.

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