tifosi del Grifo in festa (foto di archivio)
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Quel solito Grifo “bello fuori”, chiamato a riscoprirsi “dentro”

GRIFOLANDIA di FRANCESCO BIRCOLOTTI | Ancora un successo esterno prima del tour de force di febbraio: cercasi svolta tra le mura amiche

di Francesco Bircolotti

PERUGIA – Sapete qual è la novità in casa Perugia? Nessuna. La squadra stenta e perde punti tra le mura amiche? Tranquilli, continua a ben comportarsi e perfino vincere in trasferta. Si corre ai ripari con il calciomercato di gennaio?

Blitz, gioco, grinta e gol arrivano invece dai “vecchi” di quell’undici, e in particolare dai singoli che “sentono” il posto a rischio, che comunque bene ha fatto nel girone d’andata, proporzionalmente alle proprie possibilità. Perché è vero che i nuovi o non hanno giocato o sono entrati cammin facendo (pur certamente incidendo) ed è altrettanto vero che il redivivo Lisi e compagni sono stati bravissimi a sviscerare quel moto di orgoglio che si conviene a chi è in cerca di riscatto. Insomma, chi pensava che qualcosa sarebbe radicalmente cambiato nell’avvio della fase discendente del campionato cadetto, può (almeno per ora) accostare a destra. Perché la vittoria di Ascoli, contro un avversario sempre “rognoso” dal punto di vista ambientale ma decisamente “Sottil” – forse impercettibile – sotto il profilo delle minacce agonistiche, ha detto che il Grifo 2020-2021 di base questo è, anche se cambiano interpreti e situazioni. Ovvero capace di dare risposte modello cannonate agli ingiusti detrattori, che periodicamente si presentano nei momenti difficili ed erano inorriditi di fronte alla sconfitta interna di Pordenone, attraverso una prestazione a tutta rabbia, determinazione ed efficacia in terra marchigiana. Un Grifo, oltretutto, pronto a stringersi al suo condottiero, messer Massimiliano Alvini, quando c’è da serrare i denti e dover dimostrare qualcosa pur se ancora combattuto (inconsciamente) se accontentarsi dell’obiettivo-base, ovvero la salvezza, o tentare di spiccare almeno un volo a media quota per ottenere qualcosa di più (vietato usare la parola sognare).
Insomma, il buon Perugia di prima e quello di adesso son praticamente gemelli. E di sicuro il gruppo biancorosso non è quel cavallo brocco che si vuol far credere ogni volta che incappa in un passo falso. Resta da capire se i correttivi apportati sotto l’aspetto mentale e quelli in fieri relativamente a quello tattico consentiranno alla lunga un cambio di passo per allineare le prestazioni interne a quelle in campo avverso. Soprattutto ora che il campionato entra in una fase cruciale con il calendario che impone due sfide a settimana per tutto il mese di febbraio e contro una bella manciata di squadre che almeno sulla carta sono considerate le big del campionato. Sfide da brivido soprattutto in casa contro quegli avversari “messi sotto” all’andata sui propri campi e che ora rappresentano il banco di prova per capire se qualcosa potrà cambiare tra le mura amiche in un percorso che rappresenta la cartina di tornasole per quella crescita auspicata e aiutata dagli innesti che, o da titolari o partendo dalla panchina, possono veramente fare la differenza. Cercasi, insomma, la quadratura del cerchio. Ovviamente tutti remando dalla stessa parte. Compresi quei tifosi che, nonostante le mille problematiche del periodo, mancano ancora all’appello sugli spalti. La squadra merita una cornice di pubblico degna, ad ogni partita. Perché anche il “dodicesimo” è fondamentale. Non si può più giocare con un uomo in meno.

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