Raccolta rifiuti
Raccolta rifiuti

Rifiuti, Foligno e Valnerina maglia nerissima: tre volte gli indifferenziati dei comuni virtuosi

Presentato il nuovo Rapporto di Legambiente sui comuni ricicloni

TREVI (Perugia) – Continua a essere in chiaroscuro il ritratto dei comuni umbri. Con realtà virtuose che incrementano le percentuali e altre che, al contrario, arrivano anche a peggiorare le loro performance. Lo dice il Rapporto dei Comuni ricicloni di Legambiente che viene presentato oggi nell’ambito del V Ecoforum sull’economia circolare.


Se a Spoleto va il Premio Compraverde, nella sezione Mensa Verde, nel corso del XV Forum Compraverde Buygreen, per la buona pratica già attivata anche in altri comuni dell’Umbria, ma che Spoleto è riuscita ad aggiornare, integrando in maniera corretta tutti i criteri ambientali minimi sulla ristorazione scolastica del nuovo decreto ministeriale del 2021, a Foligno, Nocera Umbra, Montefalco la differenziata diminuisce le già basse percentuali. In Valnerina, rileva il Rapporto, ci sono aree dove la pratica non viene fatta per niente.
Andando a vedere il quadro complessivo, come si legge nel Rapporto di Legambiente, alcuni comuni, che nel 2020 mostravano ancora basse performance, nel corso del 2021 hanno finalmente intrapreso un percorso di cambiamento, che in molti casi ha dato subito risultati importanti. Come ad esempio dei comuni di Castiglione del Lago, San Giustino e Passignano sul Trasimeno che sono passati recentemente alla raccolta porta a porta.
A San Giustino nel 2020 ha inizio il passaggio al porta a porta, questo cambio di organizzazione nella modalità di raccolta ha fatto letteralmente balzare la percentuale di differenziata da uno mediocre 47% a superare agevolmente il 70% e avvicinando l’80%. Salto analogo lo ha fatto anche il comune di Castiglione del Lago, che all’inizio del 2021 ha finalmente introdotto la raccolta domiciliare porta a porta facendo passare in pochi mesi il comune dal 59% al 70% dopo anni di stallo, e lo stesso sta avvenendo per il contiguo comune di Passignano sul Trasimeno.
Questo basilare passaggio, oltre a innalzare pesantemente le percentuali di raccolta, è fondamentale anche per poter applicare la tariffazione puntuale. Tariffa che finalmente nel 2021 è divenuta realtà per i primi comuni umbri, perlopiù nella provincia di Terni. A partire dall’1 gennaio 2021 i comuni della provincia di Terni (20 dei totali 32 comuni che costituiscono il sub ambito 4 dell’Auri) hanno deliberato il passaggio alla Taric (Tariffa rifiuti corrispettiva), definendo cioè una tariffa rifiuti con una parte variabile, calcolata in proporzione alla reale produzione di ogni utenza del rifiuto indifferenziato. A un anno di distanza è stato possibile osservare che, in questi comuni dove si applica la Taric, il rifiuto residuo si è ridotto rispetto al passato al punto di avvicinarsi ai 100 chili per abitanter.
Nel Rapporto si segnalano tuttavia anche i comuni che invece stanno abbassando le loro performance ambientali e che producono quasi tre volte più rifiuti indifferenziati a livello pro capite rispetto ai più virtuosi. Tra tutti Foligno, terzo comune più grande della regione, che sta diminuendo di qualche punto la propria differenziata, e il comune di Nocera Umbra che pur essendo per quantità e qualità tra i peggiori, sta ulteriormente peggiorando i propri dati. Senza dimenticare Montefalco da anni fermo a percentuali molto basse e la Valnerina che ha interi territori praticamente senza raccolta differenziata. La quinta edizione dell’Ecoforum è promossa e realizzata da Legambiente Umbria, in collaborazione con Arpa Umbria, con il patrocinio del Comune di Trevi e il supporto di Asm Terni Spa, Bazzica Srl, Consorzio Biorepack, Cartiera di Trevi e Secit impianti.

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