ZioCommand: «I social la mia psicoterapia». L’intervista all’influencer ternano

L’incontro con il non plus ultra dei contenuti senza filtri, che racconta: «Non mi aspettavo tutto questo successo»

di Luca Ceccotti

TERNI – Personaggio? Non chiamatelo così. Samuel “ZioCommand” Comandini, classe ’90, non è in cerca d’autore come il classico pirandelliano ma soprattutto non si sente un personaggio. La firma sui social è la sua, la faccia e l’attitudine contro ogni politicamente corretto anche. E funziona, considerando i suoi 173 mila follower su Instagram e un bacino di 200 mila seguaci su TikTok – in appena un anno, in crescita. È così come appare: senza filtri, divertito, essenziale. Non c’è maschera ma solo sostanza, piaccia o non piaccia, e i suoi contenuti pruriginosi, sboccati, viscerali e diretti hanno seguito e condivisioni.

«Faccio quello che mi sento di fare – dice durante l’intervista -. Esco dal lavoro, prendo la macchina e vedo qualcuno che sembra possa far ridere? Tiro fuori il telefono e faccio un video». La semplicità l’arma fondamentale. In fondo, come dice lui, è qualcosa che tutti potrebbero fare ma che non tutti fanno: «Ci vuole tigna e faccia da schiaffi. Che poi il problema, a prescindere da ogni argomento trattato, è proprio quello di metterci la faccia. Io lo faccio in quanto Samuel e porto me stesso sul palcoscenico dei social, senza apparire come qualcosa che non sono». Si riferisce ad esempio ai diversi insulti o commenti negativi che riceve di tanto in tanto da quelli che “si nascondono dietro una tastiera”.

Gli dicono di adeguarsi al politically correct? Lui va controcorrente: «La società è diversa da quello che ti vogliono far credere i social. Non è tutta rose e fiore, viaggi, amici, pro tutto. Quella sì che è una maschera. È tutto più complesso ma anche basico. Il buonismo è ciò che indossi, ma sotto sotto un po’ di marcio si nasconde in tutti». Per questo nelle sue stories su Instagram o nei suoi video di TikTok porta ciò che lo fa ridere ma soprattutto che vede fa ridere la gente: «Spesso, fortunatamente, capiscono che si tratta di una battuta, ma altre volte no. C’è distinzione tra persone intelligenti e persone colte. Non sempre le due cose vanno a braccetto». Tutto naturale, insomma, 100% Comandini, anche a costo di essere bloccato: «In quello sono cintura nera – dice. Poi la crescita del profilo è aumentata per passaparola, e di questo devo ringraziare tutti».


Uno status da influencer ternano che piace a Samuel, che si definisce “un po’ egocentrico e un po’ narcisista” – «altrimenti non farei quello che faccio» -, che ha trovato anche una dimensione che gli si addice su TikTok: contenuti istantanei, veloci e senza fronzoli (niente canzoni o balletti) che hanno aumentato la sua visibilità soprattutto tra i più giovani. Facebook, invece, pur mantenendo il profilo attivo, è altro discorso: «C’è qualcosa che non funziona quando 40enni o 50enni di provincia e non solo si riversano in massa a sparare cattiverie gratuite sotto un video di 2 minuti che magari nemmeno hanno visto». Ma nel bene o nel male, se ne parla, e i suoi video girano anche al di fuori delle conca ternana, da Roma fino al Nord Italia, per simpatia o curiosità.

Verrebbe da pensare a guadagni interessanti, e invece no: al netto di alcune sponsorizzazioni sempre dichiarate, ZioCommand non vive “d’influenza” come tanti altri colleghi ben più altolocati. La sua vita si divide tra il lavoro all’acciaieria di Terni, social, musica e la grande passione per i motori, dalle macchine alle moto fino ad arrivare alle lezioni di volo: «Non posso dirmi felice se ogni mattina mi sveglio alle 4.30 per andare a fare un lavoro che non mi piace. Sono grato dell’indipendenza economica raggiunta e delle soddisfazioni che questa mi ha portato, ma io ho sempre sognato il palco, esibirmi tra musica e altro, essere me stesso davanti alle persone e vederle contente e sorridenti senza uno schermo a separarci. Magari prima o poi ci riuscirò. Ci spero. Sul volo che posso dire: ho bisogno di staccare i piedi da terra, non solo con la mente e i miei video, quindi è un qualcosa che ho sempre desiderato e che finalmente ho la possibilità di fare». La vita di Samuel passa tutta dai social così come viene mostrata e per lui è estremamente facile farlo: «Non mi interessa dei giudizi. Oggi tutto è comunicazione e per me tirare fuori uno smartphone e fare un piccolo video è semplice. Quello che mi passa per la testa, faccio, cercando sempre di non esagerare. E poi sono un po’ la mia valvola di sfogo, la mia psicoterapia giornaliera, l’esigenza di esprimermi così come sono».

Tanti i personaggi famosi conosciuti e con cui ha stretto un legame nel tempo: Eva Henger, Valentina Vignali, Riccardo Zampagna sono solo alcuni, ma c’è anche l’esilarante Carletto Life – qui l’intervista di Luca Ansidei -, volto social perugino con cui ZioCommand è amico: «Oltre ogni campanilismo. A queste cose proprio non ci credo, anche se inizialmente a quanto pare non gli andavo proprio a genio. Ora ci sentiamo spesso e ogni tanto riusciamo a vederci e stare insieme». L’onestà prima di tutto, insomma, e infatti tutto ciò che pensa e fa ZioCommand lo riversa tutto su Instagram o TikTok, anche monopolizzando socialmente un po’ la sua vita e il rapporto di coppia (13 anni di supporto) con la ragazza, su cui dice: «Devo ringraziarla. Mi è sempre stata vicina pur essendo praticamente agli antipodi del mio carattere. Gli opposti si attraggono davvero». Ma esporsi non è facile, specie se l’intenzione è quella di farlo senza artifici vari, mettendo se stessi al centro, al massimo della sincerità. Più o meno come urlare ai ternani che si affacciano ad ammirare la fontana restaurata di Piazza Tacito “che non l’avete mai vista l’acquaaa?!”. Solo con molte più “a” e una marea di ri-condivisioni.

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