PERUGIA – Si è tenuta nella mattina di sabato 19 marzo la cerimonia di intitolazione dell’area circostante la chiesetta di Sant’Angelo di Ponte Felcino a Perugia a Quirino Vischia. Sempre in memoria del medico è stato dedicato un cippo commemorativo.
Presenti l’assessore Edi Cicchi, la famiglia di Vischia e il consigliere Gino Puletti che lo hanno voluto ricordare con diversi aneddoti. L’uomo, che è ancora nel cuore degli abitanti di Ponte Felcino e Villa Pitignano, è stato per circa quaranta il medico condotto di questa popolosa frazione.
La famiglia del dottore era originaria di Chioggia. Il padre, professore di matematica, era insegnante al liceo classico Mariotti di Perugia: ebbe sette figli maschi, uno dei quali era, appunto, Quirino. Si laureò in medicina e chirurgia nell’anno accademico 1924-1925. Inizialmente fu medico condotto a Mugnano, per poi spostarsi verso la fine degli anni Trenta a Ponte Felcino dove visse fino al 1986.
Era un operatorie sanitario è in grado di svolgere sia la professione del medico internista che dell’ostetrico e anche del dentista.

Importante e proficua fu la collaborazione con il farmacista del paese, il professor Bolli, il quale gli preparava farmaci galenici, come le compresse di digitale o le creme e le lozioni. Durante gli anni in cui è stato medico condotto non aveva orari, la sua casa era aperta ai pazienti giorno e notte.
Vischia era una persona mite, un timido, ma, soprattutto, un uomo d’altri tempi, con un forte retaggio ottocentesco, integerrimo con se stesso e con gli altri.
«Ricordo con affetto il dottor Quirino, mio medico d’infanzia – ha dichiarato la Cicchi – vedere oggi così tanta gente che vuole ricordarlo conferma la passione che il dottore ha messo nella sua attività lavorativa per gli abitanti di Ponte Felcino. Oggi intitoliamo a lui questo piccolo parco, come da vostra richiesta, e questo cippo permetterà, a chiunque passi qui, di conoscere il dottor Quirino Vischia, medico condotto di Ponte Felcino».


