ORVIETO (Terni) –
Si mette in moto la macchina dell’accoglienza per la popolazione ucraina in fuga dalla guerra. Nel pomeriggio di giovedì, presso la sala operativa della Protezione civile di Orvieto si è tenuta una riunione operativa per fare il punto sugli arrivi di cittadini ucraini dalle zone di guerra e definire le modalità di accoglienza in sicurezza anche nel rispetto delle normative in vigore sul contenimento dei contagi da Covid-19.
Una volta arrivati a Orvieto i cittadini ucraini dovranno essere sottoposti a tampone antigenico prima di recarsi presso le abitazioni di familiari e amici o presso strutture che saranno adibite all’accoglienza. In caso di esito negativo dovranno comunque osservare un periodo di 5 giorni di isolamento fiduciario (con l’accortezza di limitare ogni contatto con il nucleo familiare che li ospiterà) dopo il quale saranno sottoposti a tampone molecolare e quindi, se non vaccinati, invitati alla vaccinazione. In caso di esito positivo saranno trasferiti presso strutture adibite ad hoc per l’accoglienza e dovranno osservare il periodo di quarantena imposto dalle normative al termine del quale saranno sottoposti a tampone molecolare.
Attualmente sono 33 i cittadini ucraini arrivati a Orvieto dalle zone della guerra che hanno effettuato la registrazione presso il Commissariato di pubblica sicurezza. La maggior parte dei casi riguarda ricongiungimenti familiari e donne e bambini che hanno trovato alloggio presso gli appartamenti di residenza, 8 persone sono invece al momento ospitate in una struttura ricettiva. E’ in corso un censimento in tutto il comprensorio di alloggi e/o strutture che possano essere messe a disposizione per l’accoglienza e in questo senso sono in corso contatti anche con la Diocesi di Orvieto-Todi e la Caritas Diocesana.
In base agli ultimi dati aggiornati risultano essere 182 i cittadini di nazionalità ucraina residenti a Orvieto e nei 12 Comuni del comprensorio, 81 i nuclei familiari e 19 le persone che prestano servizio di assistenza domiciliare presso abitazioni private dove risiedono.
«Il nostro più grande desiderio e auspicio – spiega il sindaco di Orvieto, Roberta Tardani – è che si possa arrivare in temi rapidissimi al cessate il fuoco e mettere fine a un conflitto incomprensibile e inaccettabile che ha già provocato sin troppo dolore. Ma in ogni caso stiamo organizzando al meglio la rete dell’accoglienza sul nostro territorio innanzitutto garantendo una tutela sanitaria ai cittadini ucraini che arriveranno, ma anche alle nostre comunità, e poi mettendo a disposizione le strutture e tutti i servizi che possono essere attivati. In questi giorni è partita la raccolta dei farmaci, coordinata dalla Funzione associata di Protezione civile, e un primo carico è pronto per essere spedito ma ci stiamo già preparando ad organizzare aiuti alimentari e di abbigliamento qualora la situazione non dovesse migliorare. L’invito che faccio pubblicamente, e che veicoleremo attraverso la comunità ucraina, è quello di rivolgersi esclusivamente ai soggetti istituzionali per ogni tipo di informazione e sostegno perché è necessario tenere sotto controllo la situazione e gestire anche situazioni complesse che potrebbero venirsi a creare».


