di Michele Fratto
TERNI – Il sacrificio durante l’emergenza sanitaria, il grande contributo nell’assegnazione dei tre bollini rosa e le priorità per il futuro. Sono solo alcuni dei passaggi chiave che fanno del reparto di ostetricia e ginecologia un fiore all’occhiello dell’ospedale di Terni. Eccellenza che strizza l’occhio anche al territorio extra regionale, con l’attrattiva che perdura ancora oggi. Tra corsi di aggiornamento e e convegni innovativi, il reparto guidato da Leonardo Borrello continua nel frattempo a ritagliarsi il suo spazio di eccellenza attraverso un lavoro egregio fatto di conoscenza e sacrificio.
Per un reparto così delicato non sarà stato facile operare durante la prima emergenza sanitaria legata al covid eppure, come racconta Borrello, c’è stata grande disponibilità da parte di tutto il personale ostetrico-infermieristico. Uno sforzo comune che ha portato grandi risultati anche in una situazione anomala e al limite: «Abbiamo passato quel periodo come punto di riferimento per quanto riguarda i dati nazionali dell’Istituto superiore di sanità. Ci siamo organizzati in percorsi condivisi, insieme alla direzione sanitaria, e abbiamo affrontato il periodo con grande spirito di sacrificio da parte di tutti».

Dopo il grande contributo all’assegnazione dei tre bollini rosa, arrivato nel dicembre ’19 che certifica la massima attenzione dell’ospedale di Terni nei confronti della salute della donna, sono tanti gli aggiornamenti e i corsi svolti dal reparto in linea con il processo di continuo ammodernamento in un settore della medicina così esteso: «Sono tanti gli aggiornamenti che svolgiamo ogni anno. Il progetto “skin to skin”, che favorisce l’attaccamento del nuovo nato al seno materno, il parto pretermine, la gestione peri-operatoria, le emergenze e l’ecografia in sala parto».
La priorità per il reparto, comunque, resta in questo momento soltanto una: «Con il progetto in corso di approvazione, speriamo di avere di nuovo il reparto ginecologico al terzo piano. In questo momento siamo accorpati alla chirurgia d’urgenza ma speriamo che la terapia intensiva neonatale, così come il reparto di ginecologica, vengano riportati al terzo piano» .
Nonostante periodi di emergenza e progetti in via di approvazione, c’è stato un successo di cui il reparto può fregiarsi, come sottolineato da Borrello: «Nonostante il tasso di natalità basso, abbiamo aumentato i parti rispetto all’anno precedente. Così come è incrementata l’attività chirurgica mini invasiva oncologica con il rafforzamento dell’impegno del Gom (gruppo oncologico ginecologico multidisciplinare) e con il prossimo potenziamento tecnologico per eseguire la ricerca del linfonodo sentinella nei tumori dell’utero». Niente male per un reparto così delicato, che riesce attraverso qualità e competenze a rappresentare un punto di riferimento per tutto il centro Italia.


