L’area archeologica di Maratta e la variante al piano regolatore

L’incontro

di Francesco Petrelli

TERNI – Convegno al museo diocesano “L’area archeologica di Maratta”, promosso dalle associazioni Terni Città Futura, Amici della Fondazione Spirito-De Felice, l’ufficio dei Beni Culturali della Diocesi Terni-Narni-Amelia e la Cesp. I relatori del convegno la Dott.ssa Valentina Leonelli, archeologa, il Dott. Nicolò Sabina, archeologo, coordina la Prof sa Elisabetta Grimani- referente Prov.le Centro Studi per la scuola pubblica. Presente nel tavolo di lavoro il consigliere comunale di Terni Civica, Michele Rossi.

La variante al PRG in località Maratta Bassa interessa un nuovo grande insediamento commerciale con la relativa viabilità a servizio della struttura che ricade in una area ad altissima attenzione archeologica con ritrovamenti dell’età del ferro. Il convegno e’ nato, spiegano gli organizzatori, come spunto di approfondimento per raccontare l’importanza del sito.
Il consigliere Michele Rossi ha aperto la discussione ripercorrendo il suo sforzo per la valorizzazione del sito, l’approvazione di un atto di indirizzo per la tutela del patrimonio archeologico. “Archeo park invece che un centro commerciale, e’ più di una sana provocazione per smuovere le coscienze”. No alla variante urbanistica con la creazione di due rotonde su aree sottoposte a vincolo archeologico, sacrificare la cultura per migliorare la viabilità del centro commerciale è inconcepibile. La società promogenitrice di Interamna, “la storia di Terni non è solo acciaio.. Rigettare la variante e vivere il parco archeologico”. Una battaglia che è solo all’inizio conclude Rossi.
La dott. Grimani docente e sensibile a tutti gli aspetti ambientale e culturali, ringrazia tutti gli specialisti che con i loro studi hanno ridato grande dignità alla città. “Quando si prova a raccogliere cultura a Terni proviamo subito a liberarcene”. È il leit motiv di Terni, la cultura è segno di crescita e sviluppo, non priviamocene del futuro per le prossime generazioni.

La dott.sa Leonelli nella sua introduzione afferma che l’archeologo ha un ruolo sociale, ricostruisce i frammenti del passato, ridando vita alla comunità del passato con la memoria. Oggi conta esserci e non contarci. “Aggiungerei parole sacrosante..” Le istituzioni debbono comunicare con l’archeologo, un dialogo costruttivo di sviluppo. Questa sera parleremo di protostoria approfondisce la Leonelli passando dall’orientalizzante all’arcaico, IX/VIII secolo, necropoli, brandelli di palo, ciotole e scodelle dell’età del ferro fino all’VII/VI secolo con ceramiche grezze, piatti di ceramica etrusca-Corinzia, frammenti di buccheri, tegole, muri e anse di bronzo. Per l’abitato ci sono degli stratificazioni archeologiche. Dal 1999 al 2006, sotto la gestione di Claudia Giontella e lo staff di archeologi, la Soprintendenza dell’Umbria ha autorizzato gli scavi e tra il 2012 e il 2015 sono stati rinvenuti altri reperti. I rinvenimenti sono a circa 40/50 cm sotto il suolo e la Sovrintendenza dell’Umbria ha già chiesto al Comune alcuni chiarimenti sulla profondità del centro commerciale e della variante per non disperdere il patrimonio.
La dott.sa Leonelli conclude descrivendo l’importanza di un parco archeologico posizionato su un’ansa del Nera, similari a tanti altri siti. Nello stesso sito ci sono strutture diverse di secoli diversi, quattrocento anni di storia, un sito difficile da scavare e classificare, pluridiversificato. Anche la necropoli dell’acciaieria rievoca storie di grande respiro.
Il dott. Nicolò Sabina si occupa della necropoli di S. Pietro in Campo da circa quattro anni. Le altre sono quella dell’acciaieria, della fabbrica d’ArmiI, l’abitato centro storico, la necropoli Miriano e la necropoli di Cesi. Il periodo tra il VII e VIII sec. A.C. è un periodo di rivoluzione. I primi ritrovamenti di materiale risalgono al 1907 in una fase orientalizzante, durante la costruzione dei palazzi le fioriture più importanti di tutte le epoche. Il Dott.Sabina approfondisce lo studio sui reperti e le aree interessate.
Un convegno molto partecipato con in sala cento persone circa. Terni ha fame di cultura e di conoscenza della sua storia, un nuovo inizio per tornare all’antico splendore.

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