di Angelo Drusiani
PERUGIA – In quante occasioni avete avuto di fronte a voi un grafico con due curve simili? Non tantissime, probabilmente.
Come riporta la didascalia, la curva blu rappresenta le variazioni dell’indice azionario tedesco rilevate dal 24 febbraio, data dell’inizio dell’invasione russa in Ucraina, al 18 marzo, quattro giorni fa. Si tratta di una sintesi dei primi giorni di guerra, letta dal punto di vista dei mercati finanziari tra i più importanti, rispettivamente, in Eurozona e negli Stati Uniti. In fase di pandemia, pur alla luce di tensioni sanitarie non certo di secondo piano, simili variazioni, che testimoniano incertezza, nervosismo e timori, alternati a momenti di ottimismo. Al punto che, in quell’arco temporale preso in esame, l’indice d’oltre Atlantico è salito. Rispetto al giorno d’inizio invasione. Si potrebbe obiettare: la guerra è nel vecchio Continente. Come spesso, ahinoi! E per citare Giovan Battista Vico, filosofo d’altri tempi, la storia si ripete sempre uguale, anche se con diverse sembianze. Investire in titoli azionari, alla luce di variazioni dei valori di mercato pressoché continui, sia in rialzo, sia in ribasso, è una strategia per cuori forti, molto forti. Ma, soprattutto, per chi, nelle fasi di arretramento delle quotazioni, ha la disponibilità finanziare di acquistare azioni di società, con un obiettivo di medio o lungo termine. Pensate alle società di costruzioni per il post guerra. O alle aziende che producono armi, anche se i loro prezzi di marcato hanno già percorso un cammino non lunghissimo, ma neppure breve. A molti investitori piace investire in beni rifugio, oro in primo luogo, ma anche, e non sarebbe la prima volta, petrolio.

Perché, a momenti alterni, la domanda che ne caratterizza le compravendite sale a livelli elevatissimi, ma può subire anche oscillazioni molto negative, soprattutto quando l’economia è in caduta libera. Non molti mesi fa, la sua quotazione è arrivata, per un paio di sedute, a livelli negativi. Infine, un’attenzione particolare a chi ha in portafoglio titoli azionari suddivisi tra differenti settori merceologici. Se si ha pazienza, quando la guerra terminerà, trascorsi, in questa occasione, più dei sette mesi tradizionali che si suole attribuire al ritorno alla quasi normalità, l’economia riprenderà il suo corso. Le sanzioni e le contro sanzioni verranno via via abbandonate e, inevitabilmente, si ritornerà all’attività tradizionale. E riprenderanno a correre, quasi certamente, i due settori già citati, ma anche quelli dei trasporti, e, probabilmente, soprattutto le quotazioni del settore tecnologico. Sempre che le materie prime di cui necessitano tornino sul mercato, anche a prezzi più contenuti. In definitiva, non cedete le azioni proprio ora, se temete il peggio. Perché non mi sembra realistico pensare alla terza guerra mondiale, come qualche politico continua a ripetere! .

