PalaTerni

Palaterni, individuare un concessionario con prospettive a lunga scadenza

Il dibattito

di Francesco Petrelli

TERNI – Rivalutare la zona degradata, intercettare nuove discipline per non creare concorrenza, sfruttando la centralità e la mera distanza da Roma, sono tra le parole di Giovanni Malagò a settembre. Esaustivo, efficace e pragmatico nella sua esposizione senza fronzoli.

C’è poco da dire, per il dirigente Giorgini c’è molto da fare, oneri e onori, individuare una società seria che creda nel progetto, una partnership accreditata per il futuro patrimonio della città. Il Palaterni è un enorme chance di sviluppo, l’inaugurazione a fine anno o in pre elezioni nel 2023 non cambierebbero lo scenario. Diretti ad un unico obiettivo, imprenditori con con idee chiare per un progetto di svolta e a lunga scadenza. La concessione è un provvedimento amministrativo discrezionale mediante il quale una pubblica amministrazione conferisce ad un soggetto unico (pubblico o privato) o ad una pluralità limitata di soggetti la facoltà di esercitare un’attività riservata ai pubblici poteri.
Una gestione a carico del concessionario prevede che la struttura dovrà essere riconsegnata al Comune in perfette condizioni e come concessa. Le Piscine dello stadio dovrebbero essere solo un esempio da non ripetere, «errare è umano, perseverare è solamente diabolico». Nessuna sparsa di fiele e di corsa a seguire i lavori, agli altri il perseguimento delle proprie mansioni amministrative ben retribuite. Per il dirigente del Comune è sicuramente una mission da perseguire, salvaguardare con controlli certosini. Ovviamente da queste parti vorremmo evitare di vedere nuovamente la «fioritura di coogeneratori».

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