di Egle Priolo
TERNI – Microcellulari e smartphone (ma anche marijuana, chiavette usb e caricabatterie) sono letteralmente piovuti all’interno del carcere di Terni, lanciati da un drone che è riuscito a sorvolare l’istituto di Sabbione e a sganciare buste sulla sezione di Alta sicurezza.
Ma grazie all’attenzione degli agenti della polizia penitenziaria – e pare a un’indagine già in corso -, è stato possibile non solo prepararsi ad accogliere i “lanci” (sarebbero stati almeno quattro) ma soprattutto a sequestrare il materiale destinato ai detenuti, compresi i reclusi per reati di mafia. Secondo le prime informazioni, i cellulari trovati nelle buste sganciate dal drone sarebbero oltre una ventina, alcuni dei quali trovati anche durante le perquisizioni successive all’avvistamento del velivolo teleguidato e quindi già recuperati dai detenuti attraverso fili e manici di scopa.
Di quanto accaduto all’interno del carcere domenica è stata informata la procura della Repubblica, impegnata nelle indagini per accertare non solo i destinatari (nella preoccupante ipotesi in cui abbiano avuto modo di comunicare con l’esterno attraverso i telefoni) ma anche chi possa aver organizzato e provato a concretizzare un piano del genere per consentire le comunicazioni a detenuti accusati o già condannati per reati mafiosi.


