Sanità, Perugia per due giorni capitale della flebologia

Medici da tutta Italia per la masterclass organizzata da Gianluigi Rosi: relatore, il prof Uhl, maggior esperto mondiale di anatomia venosa

PERUGIA – Per due giorni, l’11 e 12 marzo, Perugia capitale della flebologia. A Villa Buitoni, venti medici provenienti dall’Umbria e da tutta Italia si sono incontrati in una masterclass promossa dal dottor Gianluigi Rosi, organizzatore dell’evento e delle scuole di formazione in angiologia, flebologia e diagnostica vascolare.

Relatore il professor Jean Francois Uhl il maggiore esperto mondiale di anatomia venosa e tra i primi chirurghi vascolari francesi che dal 1990 si dedica al sistema venoso degli arti inferiori, membro della accademia francese di chirurgia, direttore della cattedra di anatomia digitale dell’Unesco, autore di oltre 150 pubblicazioni in ambito venoso.
Gianluigi Rosi, organizzatore del master e di numerosi altri eventi formativi in ambito
vascolare, afferma che «la formazione si rende indispensabile in settori della medicina fondamentali
dove non esiste una specializzazione specifica. La formazione medica è stata e sarà sempre
fondamentale, bisogna trasmettere al prossimo ed ai più giovani il proprio sapere, trasmettere la
propria esperienza dopo oltre 30 anni di professione è di fondamentale importanza specie in questo
particolare momento dove vi è una carenza di medici specialisti».
In Umbria e a Perugia ogni mese giungono medici da tutta Italia ed Europa ad apprendere le tecniche innovative di cura e diagnosi della patologia venosa degli arti inferiori e del plesso emorroidario di cui Gianluigi Rosi è un esperto riconosciuto. «L’insegnare al prossimo la propria esperienza – sottolinea – è uno dei momenti fondamentali della mia giornata lavorativa. La presenza del prof. J. F. Uhl è un momento molto importante di formazione, la corretta diagnosi dello stato di una vena è di fondamentale importanza per la diagnosi di trombosi venose profonda e superficiale e dell’evoluzione delle vene varicose. La malattia venosa cronica interessa il 30-40% della popolazione e può portare a temibili complicanze ed un aggravamento dello stato di benessere in particolare modo nella popolazione anziana».

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