Fabio Ripanucci

Sette tracce per “Vercingetorige”: la prima volta da solista per Fabio Ripanucci

L’artista di origini marchigiane, ma perugino d’adozione, parla della sua ricerca personale e di nuovi progetti

PERUGIA – È uscito lo scorso 15 marzo “Vercingetorige” primo album del progetto da solista di Fabio Ripanucci che, dopo essere stato per circa dieci anni voce e chitarra della band La Madonna di MezzaStrada, al momento in stand by, esce con questo lavoro autoprodotto nel proprio studio di registrazione La Cura Dischi di Perugia.

Le sette tracce che compongono l’album, racconta a Umbria7 sono il «frutto del lavoro di quattro anni» tra idea e composizione nei momenti liberi che si riusciva a ritagliare. Si sviluppa pian piano «senza aspettative precise». Ciò che muove l’artista, infatti, è un’urgenza di scrivere che sente dentro di sé e che asseconda. Una sorta di «ricerca personale che ho messo in musica. Tutto nasce intorno ai testi» poi, sperimentando con l’elettronica, arriva la musica.

Vercingetorige

La data di uscita è scelta appositamente per le “Idi di marzo”, giorno in cui Giulio Cesare fu assassinato: «Vercingetorige era un grande avversario di Cesare che, purtroppo, perse, venne catturato e ucciso. Perciò quale momento migliore per far uscire l’album se non nel giorno della morte di Cesare?».
Originario di San Benedetto del Tronto, ma perugino di adozione, Fabio si muove durante l’arco dell’anno tra il capoluogo umbro e Atene dove al momento, grande appassionato di musica ma anche di nuove forme di linguaggi, sta imparando a suonare il violino e il bouzouki. In cantiere, per il futuro, un’uscita che verterà «sulla world music, qualcosa di molto differente dal lavoro di adesso. Mi voglio orientare su strumenti acustici» perché molto attratto da «sfumature etniche che mi piacciono parecchio».

Tornando a “Vercingetorige”, l’album appena uscito è accompagnato dal videoclip di “Comunione”, primo brano del disco, nel quale «la musica viene miscelata con immagini che evocano movimento, danza e dialettica. Il senso della canzone si trova come un mistero da tutti saputo ma non detto nei volti dei personaggi che si susseguono nelle immagini. Dalle azioni più banali alle più significative traspare il “valzer” dell’umano nel tentativo di conoscere ed interpretare il reale». La tracklist: “Comunione”, “Voce”, “Sonno”, “Polistirolo”, “Sepolto”, “Sovrappiù”, “Luce”.

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