ASSISI (Perugia) – «La pace si costruisce avvicinando e rispettando gli altri, di qualsiasi fede o colore siano, senza pregiudizi. Senza odio. Ormai l’odio è sparso in tutto il mondo, in tutta Europa. Siamo preoccupati perché succede troppo vicino a noi, ma ci riguarda anche quello che accade in Afghanistan o in Pakistan». Edith Bruck ha incontrato al Lyrick di Santa Maria degli Angeli mille studenti di ogni ordine e grado. Un incontro per raccontare la sua storia, come continua a fare da sessanta anni, e per riflettere sull’attualità. «È triste, desolante. Ci sono sempre stati i conflitti dopo la Seconda guerra mondiale, soltanto che erano lontani. Adesso la lontananza non c’è, è tutto vicino a noi, è tutto riflesso nella nostra vita, sia individuale che come paese, come mondo è una cosa tragica. Nulla cambia».
«Che cosa sta accadendo nel mondo? Non trova pace l’uomo, forse prima deve trovare pace in sé stesso e poi pacificarsi con il prossimo. Non so cosa pensare, è molto triste soprattutto per i giovani. Tocca a loro, che vadano fuori, manifestino, non tacciano perché il futuro è loro», ha concluso ancora la scrittrice prima di salire sul palco per essere intervista dal direttore del Tg3, Simona Sala, e dalla responsabile del Museo della Memoria di Assisi, Marina Rosati. Bruck, dallo scorso giugno, è cittadina onoraria di Assisi come gli altri sopravvissuti alla Shoah.


