Velostazioni a Terni: ruote ancora a terra

La gente le guarda incuriosita. Sbircia al loro interno. Vorrebbe entrare. Ma non può fino all’affidamento per la gestione. LE FOTO

di Aurora Provantini

TERNI – Ancora una pedalata, che il traguardo è vicino. Anche se manca una tappa importante: quella dell’affidamento per la gestione delle velostazioni, consegnate al Comune di Terni un anno fa e ancora inutilizzate. Infrastrutture individuate nel progetto delle ciclabili per incentivare l’utilizzo delle biciclette, che sta cambiando il volto della città.

«I tempi di realizzazione delle velostazioni sono stati lunghi – ammette Federico Nannurelli, responsabile unico del procedimento – ma finalmente sono completate, collaudate e funzionali, oltre che belle. Infatti la forma architettonica si è inserita perfettamente nel contesto urbano, riqualificando e attrezzando i nodi di interscambio modale». Quelli che servono a fare di Terni una città green. Completamente pedalabile. E l’obiettivo potrebbe essere raggiunto entro il 2023. «A giorni (fine marzo 2022) inizieranno i lavori nel nodo intermodale della stazione – annuncia Nannurelli – che prevede anche la realizzazione di un parcheggio di 480 posti auto». Poi si procederà mettendo in collegamento la stazione con Pentima: un’operazione da 640mila euro finanziata dal Ministero dei trasporti. Il passo successivo sarà quello di collegare Borgo Rivo con il centro, per cui è prevista una spesa di un milione e 400mila euro del Pnrr con i fondi delle rigenerazione urbana e del Ministero dell’ambiente.
Ma torniamo alle velostazioni e ripercorriamo tutte le fasi che hanno potato alla loro consegna. Il 7 ottobre 2019 il Comune di Terni rende noto che a breve si sarebbe «completata la progettazione esecutiva del nuovo sistema di piste ciclabili e velostazioni della città, sulla base delle delibere e degli atti amministrativi del mese precedente». In particolare, entro marzo 2020 sarebbero state realizzate le quattro strutture in acciaio corten, vetro e lamiera stirata, progettate dallo studio Miarch di Terni per il ricovero delle biciclette nei punti di scambio auto-bici: in largo Flankl (sopra al parcheggio di Corso del Popolo), in largo Filippo Micheli (sopra al parcheggio di San Francesco), in piazza Dante (di fronte alla stazione ferroviaria), allo Staino.
Quel crono programma subisce alcune modifiche, in parte legate alla pandemia e in parte ad una infiltrazione d’acqua individuata in Largo Filippo Micheli, che rallenta i lavori e che poi viene risolta con una variante di spesa di 60mila. Alla fine le quattro velostazioni vengono terminate. A maggio 2021 sono pronte. Passa un mese e nessuno sente parlare di inaugurazione. Passa l’estate e ancora niente. Passa un anno e le cose restano così com’erano. Ferme. Da Palazzo Spada non arrivano spiegazioni. Né certezze. Perché non c’è una data indicativa in cui il popolo delle biciclette, cresciuto nel frattempo di numero anche grazie agli incentivi agli acquisti dei mezzi sostenibili, possa utilizzarle per parcheggiare le bici, per sistemarle o per pulirle. Le strutture, lunghe ciascuna 15 metri e larghe 4, con una forma che funge da filtro con l’ambiente circostante, non prevedono un semplice ricovero per le bici: sono state pensate per essere un luogo sicuro dove poter fare manutenzione ordinaria e ricaricare le elettriche. All’ingresso è stato predisposto un lettore badge che consentirà l’accesso solo ai proprietari delle bici parcheggiate, precedentemente autorizzati. «Tecnicamente si tratta di tre telai in acciaio corten moltiplicati per sei moduli che si sviluppano a binocolo», spiega Silvano Gismondi, il progettista. Che non utilizza l’acciaio per caso, ma per rendere omaggio alla città. La gente le guarda incuriosita. “Sbircia” al loro interno. Vorrebbe entrare. Ma non può fino all’affidamento per la gestione.

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