antico testo del 18esimo secolo

Da Perugia a Roma: i carabinieri del Tpc riconsegnano un antico testo del 18esimo secolo

Il primo libro stampato nel 1704 a Montefiascone

PERUGIA – Riconsegnato gli scorsi giorni dal comandante del Nucleo carabinieri per la Tutela del patrimonio culturale di Perugia, il tenente colonnello Guido Barbieri, alla biblioteca Valliceliana di Roma una preziosa testimonianza bibliografica appartenente a quel fondo storico, dal titolo “Collis Paradisi amoenitas, seu Sacro Conventus assisiensis Historiae Libri II. Opus posthumum patris magistri Francischi Mariae Angeli a Rivotorto ord. Min. Francisi Conventualium in lucem editum Opera, & Studio Fratris Francisci Antoniii Felicis Carosi de Monte Leone Provinciae Sancti Francisci ejusdem Ordini, Sacerdotis”.

L’antico libro, stampato nel 1704 a Montefalisco, oggi Montefiascone, dalla stamperia ex Typographia seminarii sarebbe la prima edizione di una delle più importanti opere dedicate ad Assisi e, secondo l’illustre bibliografoGiuseppe Fumagalli, si tratterebbe del primo libro stampato a Montefiascone.
Il testo presenta un’ampia fonte di notizie storico-artistiche sui principali monumenti architettonici della città serafica e sulle opere d’arte custodite al loro interno. A impreziosirne il contenuto è un ricco corredo iconografico – dodici le grandi tavole ripiegate – che comprende vedute della città, del convento e della Basilica di San Francesco, delle chiese di Santa Maria degli Angeli, di San Damiano e Santa Chiara, del convento di Rivotorto e dell’eremo delle Carceri.

antico testo del 18esimo secolo

Il documento bibliografico, del quale ne esistono varie copie già presenti nelle collezioni di importanti biblioteche e il cui valore commerciale, riferito al mercato antiquario, è stato valutato 4.000 euro circa ed è risultato provenire dal prezioso e vasto patrimonio librario della cinquecentesca biblioteca romana legata alla figura di Filippo Neri e alla Congregazione dell’Oratorio, istituita nel 1565 e riconosciuta ufficialmente da Gregorio XIII nel 1575 con la bolla “Copiosus in misericordia”. Fatto accertato attraverso l’attenta analisi delle segnature, degli ex libris e delle “note di possesso” presenti fra le pagine. Particolari che, come fossero “impronte digitali”, ne hanno inequivocabilmente confermato l’appartenenza all’Ente.

antico testo del 18esimo secolo
LE INDAGINI

L’indagine che ha portato gli “investigatori dell’arte” umbri a individuare e sequestrare l’antico libro in vendita sul mercato antiquario, è iniziata nel 2019 dopo uno dei tanti controlli che i carabinieri del reparto specializzato pianificano e svolgono alla ricerca di quei beni culturali che, nel corso del tempo, sono stati oggetti di sottrazione indebita. Nello specifico, durante l’accertamento in un’attività commerciale di settore della provincia perugina, sono stati sottoposti a verifica, attraverso la consultazione della “Banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti”, alcuni libri che, per tipologia di argomento, epoca e caratteristiche di stampa, risultano spesso riconducibili a fondi pubblici o raccolte private comunque inalienabili poiché sottoposte alla specifica tutela del “Codice dei beni culturali e del paesaggio” in quanto dichiarati “beni culturali di particolare interesse”.
Approfondimenti investigativi hanno permesso di trovare conferma sulla provenienza illecita del libro che risultava, infatti, censito nella Banca dati del comando Tpc in seguito alla denuncia di furto presentata nel 2005 dall’allora direttore pro tempore della biblioteca. Successiva riprova è stata poi fornita dalla direttrice della Biblioteca Valliceliana che ha riconosciuto senza ombra di dubbio il volume.

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