Il cavalier Arvedi in Ast: «Gli investimenti necessitano di un paio di anni per andare a regime»

Presentazione pomeridiana nel polo siderurgico del nuovo piano industriale: «L’intenzione è quella di lasciare integri gli spazi occupazionali»

TERNI – Dopo l’incontro di stamattina con la presidente della Regione Donatella Tesei, la giornata fiume di Giovanni Arvedi a Terni è continuata con la presentazione nel polo siderurgico ternano del nuovo piano industriale. Decarbonizzazione, idrogeno verde, ritorno del Magnetico e mantenimento dei livelli occupazionali sono stati i punti salienti dell’evento, con gli investimenti da fare a cui Arvedi ha dato una data futura. 

Il nuovo proprietario di Ast ha fin da subito sottolineato l’intento e l’impegno che il gruppo avrà nei confronti dell’azienda: «Ast è una società di grande tradizione e valore professionale, che ha avuto dieci anni di intorpidimento. Le parole chiave del nostro pensiero sono l’aspetto sociale, culturale e umano. Recuperare la competitività e la strutturazione per la dignità del lavoro. l’ottimizzazione dei processi produttivi e delle buone maestranze. Recuperare la partecipazione al lavoro, concentrandosi non più sulle vendite ma sulla produzione, cercando di alzare i livelli di competitività di fucina, magnetico e inossidabile, rilanciando anche il laminato freddo. Investimenti che necessitano di un paio d’anni per andare a regime. L’Ast al momento produce solamente un milione di tonnellate tra laminato freddo, caldo e black. Noi possiamo riuscire a raggiungere quota 1,5 milioni, anche se i tedeschi ne producevano di meno. Nessun aumento di rottame. Il rottame è energia e non può essere venduto fuori. I due forni elettrici rimarranno. Siamo in ritardo con i competitori internazionali ma in sinergia con sindacati, governo e istituzioni locali per crescere».

Il Cavaliere Giovanni Arvedi durante la presentazione

Arvedi poi è entrato nel fulcro centrale del nuovo piano industriale, ovvero la decarbonizzazione e la svolta green. Il Cavaliere ha spiegato che sui capannoni verrà installato l’acciaio magnetico, che gli impianti di laminato a freddo rientreranno nell’ottica dell’energia verde e che il progetto delle scorie Tapoyarvi per ora rimane acceso in attesa dei test della Regione e delle nuove soluzioni in itinere. Sul livello di occupazione, Arvedi ha concluso: «L’intenzione di base è di di lasciare integri gli spazi occupazionali ma sicuramente va è una situazione che va efficientata. I vecchi proprietari controllando da lontano non curavano la quotidianità dell’azienda».

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