di Marco Brunacci
PERUGIA – Presidente Tesei, disturbiamo?
«Torno da Todi verso casa, abbiamo illustrato le possibilità che apre il Pnrr, con i progetti per i quali lavoriamo in quella zona, a partire dalla ex Fcu. Lo faremo per tutte le zone. Le strade qui sono belle e panoramiche, tra le colline, ma forse cade la linea».
Allora facciamo in fretta: pensa che, quando sarà a regime, la nuova Ast di Terni potrà apportare un 1-1,5 di PiI in più all’Umbria?
«A regime, se tutto andrà come nelle previsioni, tenendo presente che siamo di fronte a quotidiane emergenze, direi che siamo in quest’ordine di grandezze».
L’intesa tra lei e Arvedi è evidente. Umana simpatia o progetti realizzabili e condivisi?
«Abbiamo trovato subito un modo di intenderci col cavalier Giovanni fin dal primo incontro. Perché con lui tutto è concretezza e chiarezza. Quello che io auspico, sempre e comunque su ogni tema e con tutti gli interlocutori. Mi fanno impressione quelli che affrontano con leggerezza questioni serie e complesse».
Per cosa, di chiaro e concreto, lei è soddisfatta dopo l’incontro con Arvedi e i vertici del Gruppo?
«Intanto, il miliardo di investimenti è stato declinato compiutamente. La cifra complessiva è molto importante e sono importanti gli investimenti che il Gruppo vuol varare per il sito ternano. Molto bene l’innovazione tecnologica, benissimo il capitolo sulle polveri. Vuol dire che il Cavaliere e tutto il gruppo hanno perfettamente capito il problema e vogliono porvi rimedio. L’investimento in questo settore, diciamo il versante green degli interventi, è importante».
Cento milioni?
«Non parlo certo io di cifre, dicono che è un investimento importante e proporzionato all’entità della questione. Cento? Potrebbe anche essere».
Per il promemoria la aiutiamo noi: lei era anche molto soddisfatta sui livelli occupazionali che il Gruppo intende mantenere, facendo intendere che ci sono possibilità di aumentare questi livelli. Vero?
«Sul mantenimento abbiamo avuto impegni precisi».
Ed è una rivoluzione, abbastanza per aprire una causa di beatificazione per il nuovo Gruppo di proprietari dell’Ast dopo decenni di tagli orizzontali, verticali e pure a zig-zag. Ma per il futuro qualche speranza di incremento?
«Intanto c’è l’indotto. Abbiamo chiesto che gli investimenti ricadano sulle aziende del territorio il più possibile. Quando si parla di ritorno del Magnetico per il sito ternano di domani, quando il Gruppo annuncia che investirà in macchinari e intende operare per aumentare la produttività del sito e innovare puntando sul prodotto di qualità, io credo che questo non possa che significare nuove occasioni. Anche di lavoro».
Avete avuto garanzie per il Tubificio?
«Sì, non verrà spacchettato».
Ci toglie una curiosità: il gruppo Arvedi titola il suo piano industriale per l’Ast sulla decarbonizzazione. Niente più carbone nella produzione dell’acciaio. La desideratissima centrale a idrogeno, energia pulita a basso costo, avrà un ruolo importante ma servono 3 anni almeno e tanto pressing sul Governo. Si immaginano anche altre soluzioni, da attivare anche subito? Un accordo con l’Enel sull’idroelettrico può essere una strada?
«Intanto, la partita della centrale a idrogeno è molto importante e va giocata insieme. Ci sarà il nostro impegno massimo. Con il ministro Giorgetti è iniziata già un’interlocuzione da diverso tempo. Altri Ministeri sono interessati».
Bisognerà rivolgersi a Draghi per fare presto e bene?
«Forse sì, comunque i tempi tecnici non li abbiamo inventati noi. Tutti i tempi nostri come Regione devono essere calcolati anche su quelli del Governo. Ci sono specialisti in soluzioni veloci a parole, che non meritano di essere ascoltati. Si devono fare cose serie e i tempi sono quelli che sono».
Ma l’idroelettrico?
«Il Gruppo Arvedi sa quel che dice quando parla di decarbonizzazione. Ha dimostrato di aver capito bene e approfonditamente tutte le questioni legate al sito ternano. L’idroelettrico? Possibile, ma dovete chiedere a loro».
A questo punto Terni, che qualche volta si è lamentata, ora può essere soddisfatta dell’attenzione della Regione?
«Noi dedichiamo a tutti i territori le medesime attenzioni., Cerchiamo di fare il possibile. Terni ha l’Ast e l’Ast degli Arvedi è un’occasione di rilancio importante. Noi saremo al fianco di chi vuol creare benessere, sviluppo e lavoro per gli umbri».
Sul polo chimico ci sono notizie, presidente Tesei?
«Lavoriamo. Il progetto va avanti. Le faremo sapere quando c’è qualcosa di concreto in più».
Sa, presidente, ha fatto molto rumore il fatto che lei abbia dato appuntamento il 12 aprile in Regione al presidente della Ternana, Bandecchi, per parlare di nuovo stadio e relativa clinica.
«Noi ascoltiamo tutti. E’ una parte fondamentale del nostro credo. Ascoltiamo, chiediamo chiarimenti, ci confrontiamo».
Vuol dire che è solo un’apertura, non una svolta nella vicenda?
«Voglio dire che ascoltiamo. La mia agenda molto intensa qualche volta non mi permette di essere rapida nel fissare appuntamenti, ma ogni volta che possiamo lo facciamo e lo facciamo con piacere. In questo caso le ricordo che i nostri uffici sono già al lavoro sulle proposte. Ascolteremo bene anche gli uffici. E ci confronteremo».
Chiarezza, concretezza e niente leggerezza, dico bene presidente.
«Benissimo».
Vorrei tanto chiederle se lunedì parte una verifica vera, approfondita, senza sconti, nell’interesse esclusivo dei cittadini, sull’operato dei direttori generali della sanità, dalla Regione a Terni, ma tanto so che non risponde.
«E se rispondo anche su questo poi non abbiamo più motivo di sentirci». Ride e saluta.
E in fondo è già stato così difficile parlarsi con queste linee disturbate sulle colline, belle e panoramiche, dell’Umbria. Ma lei sarà chiara e concreta anche con i direttori della sanità, giusto presidente?


