di Michele Fratto
TERNI – A poco meno di qualche mese dalla fine della tabella di marcia sui lavori, i segni dell’incendio scoppiato cinque anni fa intorno all’edificio dell’Inps di viale della stazione sono ancora ben visibili. Le transenne occupano la parte frontale dell’edificio ma, facendo solo un rapido giro dell’isolato, le testimonianze del lento ritmo nei lavori di smaltimento non faticano a palesarsi. Calcinacci, scrivanie, legno e tubi di ferro dell’impianto di condizionamento che una volta formavano gli uffici andati a fuoco sono ben visibili senza dover neanche cercare in maniera accurata o certosina. Tutto questo mostrato, per intenderci, nell’incrocio dove via Sant’Antonio si interseca con via Dessio Massimo.
Il rogo degli uffici Inps risale al settembre del 2017. Da quel momento, la struttura è stata dichiarata inagibile con il trasferimento degli uffici dell’Istituto nazionale di previdenza sociale in via Bramante. Passano gli anni e la stima effettuata sul rientro dei dipendenti nel luogo interessato dal rogo è prevista per il 2023. Nove mesi a partire dal dicembre scorso per tornare effettivi in loco, sette previsti per le operazioni di bonifica e smaltimento. Eppure, ecco giungere il periodo pasquale, ma i ritmi non sembrano certo andare di pari passo con la tabella di marcia annunciata, considerando che nello stesso periodo un anno fa Sergio Fabri, ex presidente del comitato provinciale Inps, aveva chiesto delucidazioni in merito.
A tutto questo va aggiunto anche un altro particolare. La presenza di un Istituto importante come l’Inps in quella zona faceva anche da volano alle tante attività commerciali lungo viale della stazione. Non è difficile, infatti, sentire i commercianti parlare di gravi perdite dopo lo spostamento degli uffici in via Bramante. Un altro campanello, magari, per provare a velocizzare i ritmi. Chissà, magari qualche aggiornamento potrebbe arrivare una volta superate le festività.










