di Aurora Provantini
TERNI – Da 261.822 euro di aggiudicazione si è passati ad una spesa di 310.906. Tanto sono costate le quattro velostazioni sorte nei punti di snodo auto-bici e treno-bici della città. Una somma importante, se si considera che per realizzare il nuovo tratto di ciclabile che collegherà la stazione al polo universitario di Pentima ne serviranno 600.
Ma quelle infrastrutture facevano parte del grande progetto che farà di Terni una città completamente pedalabile, perciò andavano fatte.
Con la consegna (in ritardo di due anni) e il collaudo, si è chiusa una fase importante e se ne è aperta un’altra delicatissima, quella dell’affidamento per la gestione.
Inizialmente (giugno 2021) si pensava ad un affidamento “in house”, poi (settembre 2021) ad un patto di collaborazione tra il Comune e le associazioni che si occupano di mobilità dolce, infine (marzo 2022) ad un «bando di gara più ampio». Quest’ultima è l’idea che è venuta all’assessore competente Federico Cini: «Non troveremo mai un soggetto disposto ad investire solo sulle velostazioni, perché per parcheggiare una bicicletta non si possono chiedere più di 10 euro al mese ad un utente e ogni velostazione è stata progettata per ospitarne un massimo di sessanta, perciò con i soli abbonamenti non si autofinanzieranno. Per questo stiamo predisponendo un bando più articolato».
Per Cini si sarebbe arrivati ad una svolta. Per il presidente della Federazione Italiana Ambiente Bici, invece, finché il Comune non provvederà ad alimentarle dal punto di vista energetico e a dotarle della rete wi fi, nessuno sarà mai interessato a gestirle.
«Sono strutture molto piccole e ben attrezzate – spiega Angeletti – sarebbe sufficiente sviluppare un software per metterle in funzione, solo che prima occorre attivare almeno la testiera d’ingresso, la corrente, la rete internet». Per parcheggiare la bici nelle velostazioni non bisognerà necessariamente pagare un mese di affitto (30 euro), si potranno spendere anche solo due euro per tre ore di sosta, scaricando l’App che consente di prenotare il posto dal telefonino.
«Per il momento hanno manifestato interesse alla gestione due aziende locali, quindi le porte delle velostazioni potrebbero non rimanere chiuse a lungo» – tradiscono i tecnici. «Anche la questione sicurezza lascia spazio a qualche perplessità e non si capisce se le telecamere di videosorveglianza esterne dovranno essere messe a spese del Comune o dei privati, quelle interne saranno sicuramente a carico del gestore».
Attualmente all’interno troviamo dei posabici Level Eco che consentiranno di parcheggiare i mezzi su due livelli grazie ad un meccanismo di semplice utilizzo con pistone a gas per far scendere e salire la rastrelliera del livello superiore. Fuori un lettore badge che consentirà l’ingresso agli utenti.
«Stiamo lavorando a diverse ipotesi per non lasciare che le strutture si rovinino – spiega Cini – tra queste quella che comunque mi sembra più fattibile è inquadrare l’affidamento all’interno di una operazione più ampia». Ma intanto in Largo Frankl, Largo Micheli, piazza Dante e vocabolo Staino, le velostazioni restano inutilizzate.


