di Aurora Provantini
NARNI (Terni) «Ci aspettiamo un cambiamento. Che non deve necessariamente essere nel colore delle casacche, ma nelle azioni politiche». Rita Di Antonio, quarant’anni ad insegnare ai bambini, impegnata nel volontariato da quando era una ragazzina («Questione di famiglia» – dice lei) sorvola sul fatto che Narni è roccaforte rossa da sessant’anni. Parla invece della necessità di risolvere questioni che ad ogni campagna elettorale entrano nei programmi di ciascun candidato e che restano irrisolte: dalla Ex Spea, ottanta ettari che non si sono certo riempiti di giostre (sembrava il luogo ideale per ospitare la Miabilianda del centro Italia), alla piattaforma logistica, fino al nuovo ospedale.
Santini elettorali che saranno spesi ancora una volta. Dall’una all’altra parte: dal Dem Lorenzo Lucarelli alla candidata del centro destra Cecilia Cari. «Se è vero che Narni è la capitale della sociologia (ospita l’unico festival internazionale) e della cultura, è vero anche che necessita di interventi di riqualificazione del centro storico. E che invece sono affidati ai privati». Non parla a vanvera, Rita Di Antonio: «Una volta il Comune aveva i giardinieri e adesso si avvale di operatori che si occupano della sistemazione del verde pubblico. Ma non è sufficiente». Lei, infatti, ha iniziato a “rinverdire” un vicolo del centro storico dove affaccia la sua abitazione. E poi, via via, ha “contagiato” i vicini. Il risultato: la nascita di “Vicolo Belvedere”, un giardino fiorito nel cuore del borgo medievale. Un luogo dell’anima segnalato in tutte le guide turistiche.
«Sono quattro anni che ci prendiamo cura di due pezzi di città, il Vicolo Belvedere e l’Arboreto. Abbiamo piantato oltre duecento essenze in spazi pubblici del centro ed abbiamo costituito un’ associazione che si chiama proprio Vicolo Belvedere». Per valorizzare i suoi interventi di rigenerazione urbana, l’associazione Vicolo Belvedere organizza anche spettacoli teatrali e mostre di presepi, durante le festività natalizie.

«A Sant’Agostino (l’arboreto, ndr) abbiamo piantato dieci ulivi, sei melograni, una decina di meli, peri, peschi ed albicocchi» – dichiara Samuele Bussoletti, presidente dell’associazione che sta facendo “brillare” parti di città altrimenti degradate. «L’impresa Orti a domicilio che ha portato quasi ventimila nocciole nella Conca Ternana – aggiunge Bussoletti – ce ne ha regalate sei, che abbiamo già messo a dimora». Anche i cittadini donano alberelli. Li lasciano nel vicolo: «E poi noi provvediamo metterli a dimora». Anche un’arnia di diecimila api è stata donata dalla scuola elementare all’associazione Vicolo Belvedere. «C’è una grande collaborazione da parte della comunità. Soprattutto dei residenti della zona che circoscrive l’area in cui insistono i ristoranti La Gallina Liberata e I Ghibellini» – spiega Bussoletti. E infatti. Tutt’attorno si trovano roseti e gelsomini. «Un modo green di risolvere il degrado».
«Ecco. Dal governo cittadino ci aspettiamo più attenzione alle piccole cose. E una maggiore predisposizione alle azioni di partenariato pubblico-privato», conclude Rita Di Antonio.









