di Aurora Provantini
TERNI – «Siamo pronti al raddoppio». Daniele Fioretto, direttore del Dipartimento di fisica e geologia dell’Università degli studi di Perugia e coordinatore del corso di laurea in ottica e optometria, prevede un’esplosione di iscritti per l’anno accademico 2022-2023. Il secondo. Infatti, quel percorso formativo nasce meno di un anno fa nella sede del Polo didattico e scientifico di Terni: a Pentima. E non per caso.
«La rapida evoluzione tecnologica dell’ottica per la visione ha fatto emergere l’esigenza di una preparazione universitaria per i professionisti del settore, per questo motivo molti imprenditori del territorio hanno manifestato interesse alle figure che si formeranno a Terni, offrendo loro l’opportunità di un tirocinio in azienda e alludendo alla possibilità di assunzione già a partire dal terzo anno di studio». I corsi di laurea in ottica e optometria sono solo otto in Italia, viceversa le prospettive occupazionali sono tantissime. Per questa facilità di inserimento nel mondo del lavoro, tra gli iscritti troviamo anche i “senior”, i meno giovani che avevano intrapreso una carriera diversa e che decidono di “virare” a Pentima, «per non dover mai dire “Ciao Italia”».
Perché prevede un raddoppio?
«Essendo un corso di laurea triennale ad accesso libero, rivolto sia a neo-diplomati che agli operatori del settore che intendano perfezionare la propria preparazione, è facile credere che i laboratori si riempiranno di studenti dal prossimo anno accademico. Anche in considerazione del fatto che stiamo svolgendo una intensa attività di orientamento sia in Umbria che nelle regioni vicine».
Già, i laboratori. Per il professor Fioretto sono il «pezzo forte» del corso di Pentima. E lui se ne intende, avendo curato personalmente l’allestimento dei laboratori di spettroscopia Brillouin, di spettroscopia simultanea micro-Brillouin e micro-Raman, di spettroscopia di fotocorrelazione e di spettroscopia dielettrica presso il Dipartimento di fisica dell’Università di Perugia. «Diciamo che coordinare questo corso di laurea e fare lezione nei laboratori di Pentima, è il coronamento della mia carriera», afferma Fioretto.

Chi si laurea a Terni sarà più preparato di altri?
«La formazione è decisamente alta. Chi si laurea a Terni sarà in grado di eseguire con tecniche optometriche l’esame delle ametropie e dei difetti refrattivi ed individuare, prevenire, correggere e compensare i difetti visivi e le anomalie della visione attraverso la prescrizione, la fornitura, l’adattamento di occhiali e lenti a contatto. Il laureato sarà in grado di progettare e gestire strumenti e tecnologie ottiche complesse per uso in campo industriale e della ricerca quali microscopi e telescopi. A partire dal primo anno, gli insegnamenti di base sono costantemente supportati da esercitazioni pratiche che permettono di “imparare facendo” i fondamenti dell’ottica. Al secondo anno si realizzano attività laboratoriali più specialistiche nel campo della optometria e della contattologia e, al secondo semestre, si prevedono insegnamenti distinti per i due curricula: optometria ed ottica avanzata».
Come mai l’Ateneo sceglie Terni per questo nuovo corso?
«Dopo un lungo percorso nel quale l’Università si è messa in una posizione di comprensione rispetto alle potenzialità del territorio, si è deciso di puntare su Pentima in considerazione delle richieste del mondo del lavoro».
Cosa prevede il piano di studi?
«Corsi di base di fisica, matematica, chimica e informatica, materie caratterizzanti come ottica visuale e oftalmica, optometria e contattologia ed elementi di biologia, fisiologia e igiene, indispensabili per un uso appropriato degli strumenti per la misura e la correzione dei difetti visivi. La collaborazione con il Dipartimento di medicina e chirurgia fornisce anche insegnamenti sulle patologie della visione. Avendo ben chiaro che non si tratta di una laurea di tipo sanitario, per cui l’ottico non farà mai azioni di tipo medico sul proprio cliente, avrà comunque la possibilità di indirizzare chi ha problemi di vista allo specialista».
L’ottico si pone come punto di primo soccorso?
«Non si deve mai parlare di soccorso, ma di incontro. Spesso chi non vede, come prima cosa va dall’ottico, quindi lo chiamerei un punto di “primo incontro”. E l’ottico deve essere in grado di valutare se il problema dovrà essere sottoposto ad un oculista oppure no. A tale fine, fin dal primo anno accanto ai corsi di base sono previsti corsi professionalizzanti di ambito ottico-optometrico e corsi per la formazione integrativa nell’ambito biologico».
Cosa rende speciale questo corso rispetto agli altri otto presenti in Italia?
«Una caratteristica qualificante è dovuta alla collaborazione con gli istituti di ricerca come il Cnr, l’INFN (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare) l’Inaf (Istituto nazionale di astrofisica) , che ci permette grandi esperimenti di fisica e la costruzione di nuovi tipi di microscopi».
E perché allora ci sono ancora così pochi iscritti?
«Solo perché siamo partiti tardi e molti neodiplomati avevano già deciso di intraprendere un diverso percorso di studi. Adesso che l’attività di orientamento ci porta in tutte le scuole superiori, notiamo un grande interesse per questo corso. E dal momento che le aule di Pentima consentono di fare lezione ad un numero importante di studenti, siamo pronti al raddoppio».
Qui il link dei corsi: http://www.fisica.unipg.it/fisgejo/index.php/it/didattica/corso-di-laurea-in-ottica-ed-optometria.html


