di Francesco Petrelli
TERNI- La corsa a sindaco è ancora lontana, giugno 2023 ma i movimenti sono iniziati da tempo. L’uscita di Raffaele Nevi alla presentazione dei nuovi ingressi in FI non è passata inosservata, «per le grandi città si deciderà a livello nazionale», ma certamente non ricandidare per il secondo mandato un sindaco che ha annichilito il centrosinistra sarebbe una sconfitta per tutto il centrodestra. Certamente gli scenari politici in questi quattro anni sono mutati, il default continuo della lega, l’ascesa di FdI e il recupero dei consensi di FI ma dall’altra parte la concorrenza è veramente ai minimi storici.
Il buon Zaffini al momento rimane in silenzio come è giusto che sia e la disponibilità del sindaco Latini a ricandidarsi è semplicemente un segno chiaro che le decisioni possono essere state già prese nonostante possibili scenari imprevisti dell’ultima ora con competitor scissionisti. L’esempio di Verona dovrebbe essere da monito per tutto il centrodestra che se diviso raccoglie solamente i cocci, l’impronta civica sarà sicuramente la novità delle prossime elezioni, il laboratorio Romizi da Perugia Civica fino ad Umbria Civica sta raccogliendo i frutti sperati.
Più amministrazione e civismo nei comuni nel segno di una politica del territorio più pragmatica che idealista.


