di massimiliano pezzella
PERUGIA – La peste suina si sta propagando anche in territori limitrofi al territorio umbro. La malattia è di origine virale, colpisce gli animali domestici come i maiali ma anche selvatici come i cinghiali. L’agente eziologico è un Flavivirus dalla alta trasmissibilità.
Il ceppo virale è abbastanza resistente anche alle basse temperature ed in condizioni di essiccamento può rimanere fino a 20 giorni in secrezioni e sangue. Si può rinvenire anche in carni affumicate, prosciutti e salumi anche mesi dopo la produzione in filiera. Dagli ultimi bollettini si apprende di come il virus stia dilagando anche nelle zone limitrofe alla regione. L’assessorato regionale all’Agricoltura ha deciso di rafforzare in maniera massiccia le misure volte al contenimento del virus. L’obiettivo è quello di prevenire i rischi di contagio tra gli animali negli allevamenti suinicoli allo stato brado e semi-brado. È stata approvata l’emanazione di un bando che elargisce 1,5 milioni di euro a sostegno della realizzazione di interventi per la salvaguardia degli allevamenti. La regione si sta interessando a promuovere attività di sanificazione per le aree colpite permettendo così di mettere al sicuro gli animali. I beneficiari rientrano nel programma di sviluppo rurale del 2014-2022. Si sta parlando di tutte quelle imprese agricole che gestiscono allevamenti di suini iscritti alla banca dati nazionale dell’anagrafe zootecnica. I contributi concessi riguardano anche il miglioramento delle strutture esistenti. Nello specifico è contemplata la realizzazione di contromisure di sicurezza biologica come doppie recinzioni. Queste ultime potrebbero efficacemente contrastare le pressioni degli animali per la fuga, così da scoraggiare accoppiamenti con ungulati selvatici probabili portatori esterni di malattia. L’assessorato regionale d’accordo con le linee guida dettate dal Ministero della Salute prevede per le attività venatorie l’aumento delle quote di abbattimento degli esemplari selvatici, da programmare, in vista del ridimensionamento e diradamento delle popolazioni selvatiche, con particolare riguardo alle aree a maggior rischio.


