di Marco Brunacci
TERNI – Terni è una città meravigliosa. Non ci credono solo gli abitanti. E’ reattiva, esplosiva, brillante, vicina a Roma per cui è contagiata da elementi del dibattito nazionale.
Per la candidatura a sindaco già sta succedendo di tutto. Bella cosa. Il centrodestra è come Amleto che accarezza il teschio: essere o non essere, ricandidare l’uscente sindaco Latini o non ricandidarlo. Come si fa non ricandidare uno, ottima persona, che ha superato tutte le montagne di difficoltà lasciate in eredità dalle giunte di sinistra? Come si fa, dall’altra parte, a candidare uno che ha avuto 30 (il prossimo ve lo stiamo anticipando) cambi di casacca in consiglio comunale. E alla fine forse sarà l’unico che resta con il partito con cui ha iniziato?
Come si fa a ricandidare un’ottima persona che ha sfidato il mondo intero per salvare il Comune, ma poi si è trovato sempre più scollegato con la sua maggioranza? Per confermarlo bisogna almeno pensare a un ticket con il vicesindaco Salvati. La quale, dall’alto del suo incarico ai lavori pubblici, è competente, lucida e determinata, ma è vero che le capita – stando a certi report di amici – di far inghiottire rospi grandi così ai colleghi e colleghe di giunta? Per dirne una: l’assessore al settore sport, Proietti, non doveva andare all’appuntamento della Canottieri, dove pare sia andata la Salvati?
M ilc centrodestra che fino a qualche settimana fa, pensava fosse un espediente del centrosinistra mettere solo in dubbio la ricandidatura del sindaco uscente, ora si lascia porte aperte. Il numero 2 del partito di Forza Italia, Antonio Tajani, ha detto ai suoi di raddoppiare gli sforzi in Umbria, ma soprattutto a Terni. Raffaele Nevi , parlamentare di primo piano, nel prendersi due nuove consigliere nel gruppo comunale, si è limitato a dire che sì la candidatura a sindaco a sindaco si deciderà a tempo e luogo
Se i report da palazzo Spada hanno qualche fondamento, è stato sufficiente per scatenare una tempesta di succhi gastrici che nessun Maalox conosciuto è in grado di placare.
Che sia benedetto Nevi. Perché vuol dire che il centrodestra ternano pensa a vincere le prossime elezioni. E perché dimostra di saper far di conto: se la Lega ultima versione ha, per un sondaggio, il 15% in Umbria e di sicuro il 7% a Narni e il 3,5% Todi, non può pensare di avanzare le stesse pretese di quando aveva il 30-40. Ovvio, no? Segue dibattito.
Resta da dire che Nevi candidato sindaco (il quale pare garantisca anche per un Bandecchi fuori dallo scontro politico) non è una stravaganza, ma tanto, tutti sanno, che prima di ottobre non si decide alcunché.
Ora tocca al centrosinistra. C’è chi si affanna ad esibirsi nella parodia di nostro signore sulla terra per moltiplicare liste e candidature centriste come fossero pani e pesci. La verità è che l’unica e ultima idea di candidatura con possibilità di vittoria l’ha avuta l’ottimo Paolo Raffaelli, ex sindaco di Terni, non esattamente un debuttante, ma dicono che, anche nel mercato dell’auto, l’usato sicuro sia il top del momento.
Gira qualche altra ipotesi bislacca, si prova a profetizzare su Sereni e De Rebotti, ma altre idee concrete non ci stanno. E non si capisce davvero perché si escluda Paparelli dalla rosa dei papabili.
Questo incrociarsi di fioretti, a destra e a sinistra, però in realtà è una lunga ouverture di una partitura che si scriverà, come detto, non prima di fine settembre e ottobre.
Tutti si devono rendersi conto però che la musica è cambiata. Si tratta di tirare le somme al momento giusto. Che non è adesso.


