Inside/Cortona spy, il Pd col “campo larghissimo” ha un piano per riprendersi l’Umbria. E a Terni c’è la “rosa” dei candidati a sindaco (Franceschini in pole)

SPOTLIGHT di MARCO BRUNACCI | Dal summit nazionale del fine settimana, con Letta, arrivano indicazioni anche per i prossimi appuntamenti regionali. La riunione della nuova coalizione è fissata per il 12 luglio. Patto con i Cinquestelle (avranno il collegio del Senato?). L’unica certezza? Anna Ascani. Ecco gli altri nomi

di Marco Brunacci

PERUGIA – Cortona spy. Per tradizione a Cortona il Pd nazionale non fa parate ma summit operativi. Se parlano tutti, da Letta a Franceschini, bisogna ascoltarli. E stavolta ci sono risvolti di rilievo per l’Umbria.

Per dirla con un linguaggio un po’ spy c’è una sorta di “piano” per andare alla riconquista (in quanto tempo si vedrà) della perduta Umbria, comunque è stato deciso qualcosa che somiglia a un investimento, almeno in fiducia e attenzione del partito nazionale.
La strada indicata dal piano? E’ quella del campo largo, anzi del campo più largo possibile. Più siamo e meglio stiamo e magari ci stringiamo. Ma c’è la galassia (micro) grillina? Parliamo con tutti. E Calenda e Renzi che con i grillini non ci vogliono parlare? Ci parliamo noi.
La giovane dirigenza del Pd Umbria (Bori&c.) deve essersi portata i compiti a casa, dimostrando subito di essere diligente, perchè ci sono leader di movimenti regionali che hanno già un invito per la riunione di coalizione – diciamo – della rifondazione, fissata per il 12 luglio.

L’indicazione non è più il campo largo, ma quello in versione extralarge, larghissimo. 
A Cortona c’era anche Speranza che ormai è un famiglio di Letta e sta solo cercando di capire se, dal punto di vista del risultato elettorale, è meglio tener fuori la sua Sinistra dal Pd oppure federarla. Ma i fiori d’arancio per le nozze sono comunque già comprati e vengono esibiti a ogni incontro, insieme ai cuoricini.
Qui il risvolto umbro può avere un rilievo elettorale: se si mette insieme tutto quanto è left rispetto al Pd si fa un discreto bottino. Meno di qualche tempo fa, ma abbastanza per gioire. 
Per i giovani dirigenti Pd umbri la (micro) galassia grillina qui è semplificata. Non è mai stata grande, ma a dar retta al tribuno Di Maio pare ci sia solo l’onorevole Gallinella, esponente di rilievo, ma confinato già da un po’ in recinti limitati. 
Quindi basta trovare un recapito dell’inarrestabile consigliere regionale ternano Thomas De Luca, tra una barricata e l’altra dove si batte fieramente, sperando che nel furore delle battaglie non si spari addosso.

E siamo già a due invitati che diranno sì. E i socialisti? In Umbria hanno una tradizione autentica e – non guasta – ancora diversi voti, come dimostrano sempre le tornate elettorali locali. I leader storici però (Rometti e Bacchetta) sono tutt’altro che in sintonia. Tocca al giovane Novelli mediare.
I CiviciX di Fora? C’è chi giura di aver visto il giovane leader in ascesa nelle gradinate di Cortona. Il 12 quindi non dovrebbe mancare. Anche se lui ha questa fissa, che vuol discutere i programmi. E arriva con la cartellina, dove segna punto per punto (e non sono i 9 punti di Conte, che diventano 1 o 18 o nessuno a seconda di come cambia il tempo) accordi e disaccordi. Un alleato pignolo può essere un fastidio? Si, ma come si fa a non averlo nel campo lunghissimo?
Pronti, siamo al dunque? Che risponderanno Leonelli e Ceci da Pietralunga (Azione di Calenda) e la Mori e Preiti (Italia viva di Renzi?). Ah, saperlo (ma basta aspettare il 12). Volete un vaticinio? Almeno con Azione il dialogo ci sarà.

PROSSIMO STEP LE ELEZIONI POLITICHE

Non sfugge a nessuno che dopo una bella premessa teorica, che passerà anche per le Feste dell’Unità, il Pd (in proprio e come promotore della coalizione) dovrà cominciare a fare i nomi dei candidati al Senato e alla Camera, perchè marzo arriva domani e se anche, per le elezioni politiche, si arrivasse a fine maggio non fa differenza. 
Volete che al giovane Bori non avranno lasciato un bigliettino con l’indicazione di un nome o due del Nazionale da candidare? Ma qui non servono i droni del controspionaggio per sapere chi sono: tocca ad Anna Ascani, a guai a chi la tocca, e a Walter Verini tesoriere, già braccio destro di Veltroni, pronto per un altro mandato ancora.
Ma – ecco un po’ di inside – per Verini le obiezioni ci stanno e come, anche a livello nazionale. Ha bisogno della deroga perché è un veterano e vabbe’. Ma già l’altra volta, in Umbria, non è passato per le primarie che hanno fatto tutti gli altri. E già qui pensate voi quanti malpancisti. Ma un dubbio è venuto anche agli strateghi romani quando hanno avuto la cartina dell’Umbria tra le mani: Ascani e Verini sono entrambi di Città di Castello. Due posti sicuri per una città non capoluogo e zero rappresentanza agli altri territori? E quando si dice “altri” ecco l’elenco: Perugia, Terni, il Trasimeno, la Media valle del Tevere, solo per rimanere al grosso dell’elettorato.
Vogliamo abbinare a ogni territorio un legittimo (per lavoro politico svolto e capacità di rappresentanza) pretendente? Trasimeno: Simona Meloni. Media Valle del Tevere: Donatella Porzi. Terni: Fabio Paparelli o Francesco De Rebotti. Manca Perugia: davvero può essere rappresentata da Verini?

Aggiungiamo che, accanto al proporzionale, resta in piedi il maggioritario. E i collegi elettorali in cui è divisa l’Umbria sono adesso 3. Uno regionale per il Senato, due per la Camera (sovrapponibili alle due province). Per quel che valgono i sondaggi, le speranze di rivincita del centrosinistra unito possono essere più sul Senato. E poi alla Camera appare più contendibile Perugia rispetto a Terni. Comunque troppo presto per dire alcunché di fondato. E’ certo però che le ultime amministrative hanno ben spiegato una novità: per vincere contano più gli errori dell’avversario che i propri meriti.
Allora, via ad azzardare qualche ipotesi, solo per tenere in esercizio i lettori: se il Pd sacrificasse il collegio del Senato al campo larghissimo, toccherebbe a un M5s? Probabile. Quanti sono già in fila? Una legione. 

IL DOSSIER TERNI

Terni è sempre in cima ai pensieri del centrosinistra, che per ora non sembra dare grandi soddisfazioni. E’ il primo appuntamento amministrativo importante. Azzeccare il candidato a sindaco è considerato determinante per provare a risalire la china. Nelle settimane scorse si è passati dal niet di Campagna a quello di Raffaelli, fino allo sfogliare la margherita dei rappresentanti storici: Paparelli, la Marina Sereni, ma anche Sandro Corradi (segnatevi questo nome, può tornare buono per altre candidature). 
Si sono mossi quelli della nuova linea cittadina (Pierluigi Spinelli e Francesca Malafoglia, un altro nome da appuntarsi per il futuro). E ora ci si orienta – nuovo giro di inside – su una rosa di tre: la Mascio, il primario Rizzo, ma soprattutto Mauro Franceschini, presidente di Confartigianato ternana. Nuovo, società civile, giusto per il campo larghissimo, candidatura comunque di prospettiva. Stai a vedere che il Pd trova pace proprio così.

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