PERUGIA – Taglio del nastro per “Io”, mostra dell’artista perugina Paola Musio alla galleria A+A di Perugia, presentata, per l’occasione, dal professor Fabrizio Fabbroni, ex direttore dell’Accademia di belle arti Pietro Vannucci. Venti le opere esposte che avranno in contemporanea anche uno spazio alla cantina Dionigi a Cantalupo di Bevagna per una sorta di connubio di arte e vino.
«Io è un satellite di Giove – spiega Paola Musio – un quadro non nasce dall’osservazione di ciò che sta fuori, ma di ciò che sta dentro anche se, in fondo, sono la stessa cosa».
Per l’artista l’Universo intero è dentro di noi e, durante la presentazione, ha anche descritto quanto la sua missione è quella di dare colore, immagine, voce all’universo che si svela sulla tela: «Mi capita spesso che alla fine di un quadro, osservandolo, mi viene da dire: ma chi l’ha fatto? Io stessa, mentre li eseguo, sono esecutrice e spettatrice allo stesso tempo. L’unico compito vero che ho è quello di rendere perfetta la sfumatura che sento dentro, a volte passo delle ore perché deve venire esattamente come la sento. Io, una parola che non mi piace se usata spesso mentre si parla, ma “io” è anche l’essenza, la consapevolezza di sé, una consapevolezza necessaria se si cerca di essere onesti e veri. In questi quadri sono stata più vera che ho potuto; ho abbattuto le mie barriere, sono andata oltre le mie galassie, in un viaggio fuori e dentro di me, in un viaggio verso la strada di “casa”. Ma questa è un’altra storia».
Titolo ammiccante che Paola Musio ha voluto dare alla sua mostra, chissà se si riferisce al suo io personale o al satellite di Giove o tutti e due. Un percorso avvincente ed appassionato è quello che, comunque, fa l’artista, partendo da visioni dove la natura ha colori tenui e tranquilli, dove l’unicità dell’albero ci riconduce, indubbiamente a considerazioni froidiane e junghiane senza magari averle percepite, ma che si trovano dentro il suo animo di persona che vive la realtà contemporanea.

Paola Musio, perugina, consegue la maturità presso l’istituto d’arte Bernardino di Betto. Lavora sia in Italia che all’estero come stilista, disegnatrice di tessuti, decoratrice e pittrice. Collabora da sempre a progetti umanitari per l’infanzia attraverso laboratori artistici. Nella sua formazione l’esperienza del viaggio la porta per lunghi periodi fuori dell’Italia, dalla Finlandia alla Bolivia, segna profondamente il suo percorso arricchendo il suo bagaglio interiore. Di madre umbra e di padre pugliese, eredita dalle sue origini i colori e le emozioni della terra e del mare. Approda oggi a questo ultimo progetto fondendo la dimensione del viaggio e la profondità delle radici nell’evocativa potenza del paesaggio. Le sue opere sono sempre espressioni intime per descrivere il forte rapporto tra sé e la natura, tra sé ed il mondo che ogni giorno presenta situazioni e nuove prove da affrontare. Nel suo modo di porgere le opere che dipinge c’è sempre una serena quiete interiore, anche se non nasconde esili sguardi sulla vita naturale che muta continuamente attraverso la luce, le tonalità, le velature di certezze e dubbi. Insomma un’artista che già matura persegue solitarie, ma rumorose strade dell’arte.
La mostra si protrarrà fino al prossimo 30 agosto.


