di Marco Brunacci
PERUGIA – Rifacciamo il percorso. Dice Tesei: «Potevo indicare l’area di Monteluce come un buco nero della passata amministrazione. Dire: ecco noi siamo diversi, non facciamo queste cose. E lasciare andare tutto come doveva andare. E invece – ci terrei a ricordarlo – abbiamo lavorato da subito per trovare una soluzione. Vi assicuro: non è stato facile. Trovare un veicolo per trasportare fuori dal pantano questa pesante eredità. Passo dopo passo. Ma adesso possiamo essere soddisfatti di un bel risultato, che riconsegna a Perugia un’area di pregio per lo sviluppo della città invece che un simbolo di degrado».
I passaggi: nel 2020 è iniziata la ricerca del “cavaliere bianco”. Poco dopo è stato trovato l’interessamento di Amco, il veicolo finanziario del Governo italiano per i salvataggi immobiliari, quindi sono state proposte le ipotesi di soluzione ai creditori, cominciando dalle banche. Si è trovato il modo di trovare una via d’uscita con le banche, liquidando la componente tedesca che è stata più ostica.
Poi si è riusciti a trovare il modo per privilegiare i creditori locali, come ha sottolineato soddisfatta Tesei.
Risultato finale: entro il 2023 Amco realizzerà opere nel 90% dell’area. Il 10% sarà lasciato per residenze private, ragionevolmente 200 appartamenti di pregio.
Cosa ci sarà? La Casa della salute. Intanto. E il leader dell’opposizione Bori (Pd) festeggia: «Ci hanno dato ragione». Ma a questo serve una buona opposizione: anche suggerire soluzioni.
Poi probabilmente alloggi per studenti, visto che la Città della scienza nascerà poco distante, in via del Giochetto. Di sicuro parcheggi per il quartiere. Poi anche altri uffici comunali, finalmente con un senso. Non è escluso che si raddoppi la presenza della clinica privata che c’è già.
Tutto entro il 2023, perché Amco vuol chiudere il dossier entro il 2027, vendendo quel che si può vendere. Non è un caso – dice Tesei – che il nome dell’operazione è “Back in bonis”, ritorno in bonis (inglese e latino). La prima Italia, sottolinea la presidente della giunta regionale con soddisfazione.
Accanto a Tesei c’è un sindaco di Perugia Romizi altrettanto soddisfatto. La fine del percorso per l’area di Monteluce è una svolta per la città. Meglio di così, tra l’altro, difficilmente si poteva fare. Come certificato dal fatto che c’è anche un certo traffico a salire sul carro del vincitore.
Volete sapere cosa c’è rimasto da fare? Comunicare bene cosa succede in quell’area finora disgraziata e convincere i perugini a investirci. Serviranno attività commerciali – e questa è l’ultima parte del progetto – che rendano vitale la zona. Da monumento al degrado a occasione di sviluppo.
Ps. il buco nei conti dell’ente pubblico comunque resterà come monito perché non succeda più: 54 milioni di svalutazione degli immobili e 32 di parte finanziaria. Magari nel complesso della nuova area rilanciata ci potrebbe essere una piccola stele in ricordo.


