TERNI – Dopo il botta e risposta tra il circolo Pd di via Settevalli a Perugia, critico e dubbioso rispetto al dibattuto progetto stadio-clinica di Terni, e il presidente della Ternana Calcio Stefano Bandecchi, ecco arrivare considerazioni e riflessioni attinenti dalle altre forze politiche cittadine.
Sferzante la Lega: «Il Pd perugino getta la maschera e con una lettera manifesta la sua contrarietà al progetto Stadio-Clinica a Terni che da mesi sta animando il dibattito regionale. Pretestuose e infondate le motivazioni addotte nell’altolà degli esponenti del partito democratico del circolo Settevalli e di San Sisto. Tra progettazione, realizzazione e gestione la struttura che i tecnici del presidente Bandecchi hanno messo su carta, genererà un indotto che porterà oltre 600 posti di lavoro. Evidentemente, secondo i piddini, Terni e l’Umbria possono permettersi di perdere questa occasione. Uno stadio che insieme al Palasport, riqualificherà l’intera area, creando una città dello sport, con molteplici servizi che rivitalizzeranno quella porzione di città, 7 giorni su 7. Una struttura moderna, polifunzionale, un’eccellenza italiana, che al di là dell’aspetto prettamente sportivo, attrarrà utenti da tutto il centro Italia e che potrà essere fruita da tutti. Chiediamo agli esponenti del Pd ternano di chiarire la loro posizione. Stanno con Terni e i ternani, o seguono i loro compagni di partito di Perugia?».
E ancora: «Gli esponenti del Pd di Perugia si dovrebbero vergognare, perché con queste dichiarazioni indecenti, rischiano di accendere un conflitto sociale Terni-Perugia, parlano di “importanti servizi che potrebbero essere tagliati a Perugia, per ‘riequilibrare’ i nuovi posti letto privati ternani’, perché a Terni, si sa non meritiamo neanche un riequilibrio. Siamo stufi di tutto questo, siamo stufi di essere ostaggio di questa sinistra. Non vi basta aver portato l’Umbria e Terni, sul baratro, quando governavate? Volete ridurla a brandelli anche dall’opposizione?».
Caustica anche la risposta del sindaco Latini: «Il Partito Democratico di Perugia ci fa sapere che non vuole la realizzazione dello stadio e della clinica a Terni. Bene a sapersi. Un motivo in più per lavorare con ancora più determinazione nella realizzazione di questo progetto. Sarà per questo che i colleghi del PD di Terni si sono astenuti in consiglio comunale?». Gli fa eco Francesco Maria Ferranti (FI), presidente del consiglio comunale di Terni: «Il Partito Democratico di Perugia continua a confondere i ruoli tra politica e magistratura: se le operazioni imprenditoriali sono in ossequio alle leggi lo stabilisce la magistratura, invece la politica dovrebbe pensare a lavorare su come far crescere l’ economia e quindi l’ occupazione in modo equo ed equilibrato in una regione. Non è in tal senso accettabile che la seconda città dell‘Umbria, la prima per industrie e multinazionali, non sia coinvolta nella distribuzione delle convenzioni sanitarie tra pubblico e privati. L’ attività di espoliazione di Terni a favore esclusivo e non funzionale dell’Umbria del nord deve concludersi e da sempre mi oppongo alle sinistre che lo hanno favorito per 50 anni. E ancora non gli basta».
Più morbidi i pentastellati, secondo cui «la sanità pubblica deve restare al primo posto” senza però “tacere sul fiume di risorse che finiscono sempre e solo a Perugia»: «Il Movimento 5 Stelle ha sempre messo al primo posto la valorizzazione della sanità pubblica, ma non possiamo dimenticare che, ad oggi, gli unici soldi degli umbri utilizzati per ingrassare la sanità privata sono quelli che finiscono alle cliniche convenzionate del perugino. E’ evidente chi, in 70 anni di regionalismo, ha solo beneficiato del sistema Umbria. E’ evidente dove continuano a concentrarsi progetti di sviluppo, fondi e infrastrutture».
Continua il M5S: «Mentre a Perugia arrivano miliardi, per Terni la governatrice Tesei continua a immaginare una città patria dei rifiuti e dei fanghi reflui. Non spetta a noi giudicare questo iter ma riteniamo alquanto di cattivo gusto che chi beneficia appieno delle disparità tra territorio nella stessa regione, si permetta anche di mettersi di traverso dinanzi a una grande opportunità per la città di Terni». E concludono con un invito generico a «visitare il reparto di oncologia del Santa Maria di Terni e valutare in prima persona le condizioni in cui versa per avere tutti gli elementi necessari per parlare di sanità regionale».
In serata, arriva anche il commento del Pd di Terni: «Una dimensione come quella umbra fa sì che ogni importante investimento abbia risonanza generale, purtuttavia l’eventualità della clinica o di un nuovo stadio che insistano sul territorio della città di Terni resta una questione prima di tutto di interesse ternano, su cui i cittadini, la politica, le parti sociali e i portatori di interesse si confrontano da mesi, realizzabile attraverso iter procedurale della Regione, dunque fuori dalla portata e dal raggio di azione di soggetti estranei come circoli di partito perugini, le cui ingerenza risultano incomprensibili e inaccettabili. Da tempo il Pd di Terni sta portando avanti una complessa battaglia che ha come fine la salvaguardia della sanità ternana e regionale, esprimendo posizioni chiare e trasparenti e preoccupazione sul degrado della sanità pubblica, che deve essere attenzionata e ricondotta verso l’eccellenza che fino a poco tempo fa rappresentava a livello nazionale. La nostra bussola è sempre stata l’interesse cittadino e la trasparenza e linearità delle regole e delle procedure. Abbiamo trovato inaccettabile, e per questo ci siamo astenuti in consiglio comunale, che un abnorme incremento delle superfici commerciali, contestato nettamente dall’associazionismo economico, venisse posto come ulteriore precondizione obbligatoria all’operazione, introducendo un ulteriore elemento di opacità. La reazione del sindaco Latini a un’uscita sicuramente inopportuna del circolo perugino di Settevalli però, è un estremamente goffo tentativo di strumentalizzazione per distogliere l’attenzione dalla situazione drammatica della sanità, che è l’unico vero tema, che i cittadini ogni giorno e sempre di più vivono sulla loro pelle e di cui subiscono il degrado. Una reazione allo smarrimento di chi non sa più che pesci pigliare, posto che lo abbia mai saputo». Così nella nota del segretario dem ternano Pierluigi Spinelli.


