di Marco Brunacci
PERUGIA – La settimana della politica umbra, dove succede di solito così poco, stavolta merita invece due note.
Una per la maggioranza e una per l’opposizione.
La maggioranza. Sul recupero dell’area di Monteluce, l’ex ospedale di Perugia, che rischiava di finire nel fondo di un buco nero, la Giunta Tesei ha celebrato uno dei suoi successi non discussi. Anche per lo stile con il quale non ha voluto infierire sulle precedenti amministrazioni.
Ma, a sorpresa, su Monteluce si è celebrato il primo tentativo di ticket Tesei-Romizi per la prossima campagna elettorale per la riconquista della Regione.
I due erano finalmente sereni, non un accento fuori posto. Sorrisi e ringraziamenti.
Finora Romizi è stato invece considerato un’alternativa alla Tesei nel centrodestra, spinto dal suo partito, Forza Italia, ma soprattutto da Fratelli d’Italia, insofferenti per alcune decisioni di governo della Tesei, soprattutto sul mancato rimpasto di Giunta.
Sul futuro del sindaco-principe del Romizishire molto si discute. Questa potrebbe essere una via di uscita che non rompe equilibri.
Naturalmente non sfugge a nessuno che per rendere realizzabile questa ipotesi di ticket servono due condizioni:
1.che Forza Italia si rafforzi (come per altro risulta dai sondaggi), ma soprattutto che la Lega non perda troppo del suo consenso in Umbria.
2.che Fratelli d’Italia si convincano ad accettare la ricandidatura di Tesei (magari temperata dal ticket con Romizi). E al momento questo non è affatto scontato. Almeno per alcuni esponenti di Fdi.
Ora la nota per la minoranza.
I dibattiti in Assemblea legislativa sull’attuazione del programma di Governo da parte della Giunta di solito lasciano il tempo che trovano.
Stavolta un sussulto c’è stato. Nella minoranza.
Terminato l’intervento della presidente Tesei è toccato al portavoce dell’opposizione Paparelli replicare.
Il fiero esponente ternano del Pd, armato di randello, ha tritato tutto quello che ha trovato sulla sua strada.
Non solo non ha salvato alcunché (come certe volte si fa almeno per bon ton istituzionale), ma ne ha anche dette di ogni colore all’anello debole dell’amministrazione, assessore Coletto.
Bene. Quale sarebbe la novità?
Che dopo l’ottimo Paparelli hanno parlato gli esponenti di opposizione Fora, Bianconi, Simona Meloni, che avrebbero potuto (o forse anche dovuto) allinearsi al loro portavoce. In ognuno dei loro interventi, invece, critiche ma anche ricoscimenti. Niente insulti, tono piano, pure qualche suggerimento.
Clima diverso. Tanto che qualcuno in aula faceva notare come anche il segretario regionale del Pd, Bori – mai tenero e neanche adesso – aveva però dismesso quei toni guerrieri del paladino Paparelli.
Il quale stavolta si è ritrovato portavoce del solo irriducibile De Luca, che però corre sempre il rischio di inforcarsi in uno dei mulini a vento che, temerario, ogni volta carica senza pietà.


