l.p.
TERNI – «Lavorerò fino all’ultimo giorno». Sul Santa Maria di Terni non sventola bandiera bianca: il super direttore generale Pasquale Chiarelli non molla.
Dato in partenza e con i bagagli in mano alla volta delle Marche, al momento è solo a un convegno a Roma ed in veste di manager dell’ospedale ternano.
Ai suoi più stretti collaboratori ha fatto sapere che ora occorre lavorare al piano riduzione costi, obbiettivo assegnato dall’assessorato regionale alla Sanità.
Come dire tagliare le spese e per quelle del trasloco c’è ancora tempo.
In realtà il cambio potrebbe avvenire da un momento all’altro. I nomi che circolano – come sostituiti di Chiarelli – sono quelli di Daniela Donetti, attualmente direttore generale della Asl di Viterbo e di Andrea Casciari, nome molto noto nella sanità umbra.
Nomi che non sembrano intimorire Chiarelli, imperturbabile anche di fronte all’ennesimo attacco della politica.
Oggi il Movimento Cinque Stelle picchia duro con un comunicato che denuncia di nuovo letti nei corridoi e persino un razionamento dell’acqua potabile. I Cinque Stelle parlano addirittura di personale sanitario costretto a comprare l’acqua dai distributori automatici del Santa Maria.
Ma per smuovere Chiarelli non basta certo un comunicato. Poche settimane fa il super direttore generale ha incassato un atto di indirizzo votato dalla stragrande maggioranza del consiglio comune di Terni nel quale lo si invitava a lasciare il Santa Maria.
Solo di parte del consiglio, invece, la polemica sollevata dalla sinistra sulla Culla della vita voluta da Chiarelli per salvare i neonati eventualmente abbandonati dalle madri.
A ridare vigore al direttore generale di origini pugliesi, con esperienze in Lombardia e Veneto, sarebbe stata una recentissima trasferta a Perugia: secondo alcuni Chiarelli sarebbe andato in Regione con le dimissioni in mano, al momento non accettate. L’intento infatti sarebbe quello di mettere mano a breve a tutta la partita delle nomine nella sanità umbra.
Solo allora Chiarelli potrebbe lasciare il Santa Maria di Terni, struttura con la quale non è mai scoccata la scintilla, d’altronde difficile amarsi quando uno dei due da’ del “vintage” all’altro, termine usato in più occasioni da Chiarelli per definire l’ospedale di Terni.


