BASTIA UMBRA (Perugia) – Una volta le ha sbarrato l’ingresso di casa con della terra. Un’altra volta si è accorta che c’era una telecamera che 24 ore su 24 controllava ogni suo spostamento.
Qualsiasi occasione era buona per essere insultata e minacciata. Quando aveva provato a sottrarsi a questo faccia a faccia di cui avrebbe fatto volentieri a meno, è stata raggiunta in auto. Ha provato a impedire che le aprisse la portiera ed ha finito per rportare la distorsione di un polso e rimediare una minaccia di morte.
Nove mesi di incubo, quelli vissuti da una donna di Bastia Umbra a causa del suo vicino, ora indagato per stalking e impossibilitato, per disposizione del gip di Perugia, ad avvicinarsi a lei e di contattarla in qualsiasi modo. E’ l’esito delle indagini condotte dal commissariato di Assisi e dai carabinieri di Bastia Umbria-
L’episodio della macchina, secondo le indagini, aveva segnato l’inizio dell’incubo per la donna. Perché il suo stalker, un 52enne, da quel giorno, era lo scorso ottobre, l’ha tormentata continuamente. Tra le azioni messe in atto anche il danneggiamento delle fioriere e l’aver urinato davanti alla porta d’ingresso. Un repertorio vario e articolato a cui l’intervento del giudice, su richiesta della Procura della Repubblica, ha messo se non altro un freno. Intanto un primo provvedimento, in attesa che le indagini vadano avanti.


