Terni, la missione della rinnovata Antica Macelleria Pucci tra slow food e autentica proposta turistica

Abbiamo visitato la nuova sede ristorante-bancone-salumeria della premiata attività ternana. Andrea Pucci: «Un sogno erotico su come secondo me dovrebbe essere gestita la carne» LE FOTO

di Luca Ceccotti

TERNI – Aneddoto emblematico. Protagonista un dipendente dell’Antica Macelleria Pucci di Terni, storica attività in via Piave, nel cuore del quartiere Città Giardino. Al ragazzo si buca una gomma durante la vacanza a Cefalù. Il gommista del posto sente il suo accento e gli chiede da dove provenga: “Terni, Umbria”, risponde. Il gommista sgrana gli occhi: “Davvero? Ma conosci per caso la Macelleria Pucci? La seguo sui social, sono fortissimi!”. Il dipendente sorride sorpreso: “Ci lavoro!”.

Piccolo il mondo nel web 3.0. Tutto poteva pensare la rinomata macelleria ternana tranne che essere riconosciuta praticamente in tutta Italia. Dalle origini a Massa Martana fino al trasferimento a Terni intorno agli anni ’60, un’attività che ha sulle spalle 80 anni di storia, esplosa negli ultimi 10 anche grazie a un buon lavoro di comunicazione digitale, di social media managing e promozione. Alla guida di quella che gli piace chiamare “la premiata salumeria di quartiere” il lungimirante Andrea Pucci, che oltre a conoscere bene la carne (soprattutto di suino, essendo la porchetta la loro specialità) è anche un avveduto imprenditore.

Conosce il mercato, conosce il quartiere, riconosce il successo. E sa quando agire. Ecco perché sono attualmente in fase di finalizzazione i lavori sulla nuova e rinnovata sede dell’Antica Macelleria, sempre in via Piave 44 ma in una palazzina allargata e ripensata dalle fondamenta, ideata per essere attrattiva slow food per i cittadini e per la clientela da tutta Italia: «Il progetto ha cominciato a formarsi nel 2015 – racconta Andrea Pucci durante la visita alla nuova sede -. Dopo aver aperto lo store per la pasta all’uovo ho pensato che sarebbe stato più comodo e invitate avere una sede unica per l’intera attività. Purtroppo la burocrazia ci ha rallentato molto, altrimenti questo posto sarebbe già stato ultimato due o tre anni fa. Fortunatamente, adesso, siamo in dirittura d’arrivo».

Due piani per un locale moderno e super attrezzato. A terra uno spiazzo che si apre in un ampio ingresso dove è in costruzione un giardino pensile con tanto di nebulizzatori. Sarà la parte green di un progetto ben ragionato, per ravvivare l’esterno e rendere l’ambiente lounge e godibile, fresco anche nella canicola estiva d’agosto, quando la nuova e rinnovata Antica Macelleria Pucci aprirà i battenti ai clienti. «Appena entrati troveranno un cocktail bar – continua Andrea Pucci – e l’area ristorante dove si potranno consumare i prodotti dal bancone (come i loro panini gourmet) o un menu alla carta che stiamo ancora ultimando».

Dando un’occhiata alle cucine (sono due), le intenzioni sono serie: c’è la zona riservata alla brace, un affumicatore (“anche per cotture low & slow all’americana”, dice Andrea), un’intera area destinata alla friggitoria e la zona a vista per il taglio della carne, appena dietro l’infinito bancone che accoglierà la clientela in entrata dal marciapiede di via Piave. Tutto ben congeniato, tutto moderno, tutto “elegante” e ottimamente sistemato all’interno di un progetto da sogno: «Quale? – continua Pucci – quello di divenire un punto di riferimento per la gastronomia del territorio, un locale per tutti ma soprattutto per famiglie, slow food, piacevole, accogliente, vivibile 4 stagioni su 4. E anche un momento di rilancio per Città Giardino, che è da sempre il nostro quartiere e che speriamo di aiutare a rinascere». Il murales che dipingerà l’artista Marco Romano in live – trasmessa anche via social – su una delle facciate esterne dell’edificio è la dimostrazione di quest’ultimo intento (potete vederlo in foto).

Tra commercio locale e digitale, l’Antica Macelleria Pucci vuole rispondere a ogni esigenza. Per questo nella nuova sede ci sarà una zona interamente dedicata al take away e alle spedizioni. È al piano superiore, dove si sviluppa il “salumificio di quartiere” ideato da Andrea, dalla stanza del sotto sale a quella della stagionatura dei prosciutti, dall’angolo dedicato alla fattura delle mortadelle alla zona del maiale fresco. Tutte aree pensate per un singolo scopo, separate l’una dall’altra, con impiantistica-tecnologica e di settore di livello: «Di fatto è una sorta di sogno erotico di come secondo me dovrebbe essere gestita la carne dal crudo allo stagionato», commenta Andrea.

Insomma, un punto in cui mangiare slow, saziarsi e riposare. Un’autentica proposta gastronomica per il turismo, che si vuole ringraziare anche per l’affetto dimostrato via Instagram, e per gli abitanti della città già coccolati da decenni. Andrea Pucci desiderava un posto così da anni e vederlo prendere forma e vita lo emoziona: «È come stare a digiuno per 15 giorni e poi mangiare fino allo sfinimento al ristorante: una sensazione impagabile».

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