di Marco Brunacci
PERUGIA – Ultime notizie dal Romizishire. Dal Turreno (e dalla Turrenetta) usciranno note di jazz e dal Mercato coperto profumi di cioccolato. Jazz&chocolate project. Jazz e cioccolato, il sigillo della Perugia che conquista posizioni nel gradimento dei turisti e a sorpresa supera borghi rinomati dell’Umbria, tutta verde e attrattiva.
Obiezione: quando succederà il lietissimo evento? Niente fretta, sono i tempi del Romizishire. Nessuna ansia, in un mondo che riscopre il lusso dello “slow” (dallo slow food allo slow living), che è un marchio che potrebbero aver inventato qui.
Ma la svolta che si intravede nel Romizishire riesce a far sognare e questo è sufficiente. Proprio mentre tutti vanno a caccia di segni e azzardano vaticini e profezie sul futuro di Andrea Romizi (tra due anni scade il suo mandato di sindaco di Perugia e non può essere riconfermato) ,lui si limita a dire che è contento di poter tornare nei quartieri, nelle frazioni nei Cva, a spiegare direttamente le sue scelte alla gente e a rispondere alle obiezioni.
La sua immagine personale, da bravo ragazzo della politica, è forte come il primo giorno e forse è destinata a restare nei secoli imperitura. Certo oggi ognuno ha una critica da fare, una delusione da esternare. Il principe del Romizishire non si perde mai d’animo. Ripete allo sfinimento il suo programma per la città e le difficoltà che deve incontrare.
Invece a chi, caparbio, cerca di capire cosa voglia fare da grande recita il suo mantra: “Sono sindaco, resto sindaco fino all’ultimo giorno, voglio realizzare quello che abbiamo pensato e progettato, e voglio restare concentrato solo su questo”.
In un colpo solo fa secchi i retroscenisti (che lo immaginano in parlamento o in corsa per la Regione, da leader assoluto o almeno da capo della sua lista) e rassicura la gente.
Spiega ancora che adesso parte il Brt, che i soldi del Pnrr non sono arrivati qui solo perchè Perugia girava col secchio da riempire, ma perchè aveva progetti credibili e realizzabili, racconta del Brt, il nuovo sistema di trasporti col maxi bus che percorre senza sosta la città, parla del Pavone che sta arrivando a conclusione. E poi di Ponte San Giovanni: il quartierone della periferia che sta iniziando a cambiare fisionomia: due distinti piani di recupero di zone in degrado da parte del Comune, che diventano un assist per i privati che si fanno avanti e ora sono disposti a rischiare per rilanciare l’area ex De Megni e perfino sull’ex Colussi.
I tempi? Questi ultimi non lunghi. Per il jazz&chocolate project qualcosa in più. Ma tanto di questo Romizi non parla, anzi prova a smentire.
Semmai ricorda a tutti che in azione, per la Perugia di domani, c’è anche l’impareggiabile assessore Otello Numerini, armato di pala e secchiello del catrame, a riempire le buche delle strade di Perugia, delle quali, prima del suo avvento, nessuno si interessava e, per le quali, nessuno stanziava soldi.
Benvenuti nel Romizishire, fase conclusiva.


