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Carsulae, nel cuore dell’Umbria gli antichi romani scoprono il futuro

I TOUR DI UMBRIA7 | Un viaggio sospeso tra storia, angoli suggestivi e app interattiva

foto fracec
di Francesca Cecchini

TERNI – Una città romana tutta da riscoprire e ammirare lungo la strada di pietre della via Flaminia che si apre tra i resti di importanti monumenti religiosi e pubblici, partendo dalla chiesa dei santissimi Cosma e Damiano, passando per il maestoso teatro, l’anfiteatro e il foro, fino ad arrivare all’arco di San Damiano, che divideva simbolicamente la parte interna dell’urbe da quella esterna, e al mausoleo con la tomba a torre e la tomba della fanciulla, sarcofago riportato alla luce nel 1963 durante un’operazione di scavo e in cui furono ritrovati i resti di una ragazza di dieci anni circa, probabilmente appartenente a famiglia facoltosa. Questo e molto altro da vedere nella suggestiva area archeologica di Carsulae.

Il sito rientra nel progetto della “Valle incantata” del ternano che propone un percorso di arte, storia e natura in Umbria tra Calvi dell’Umbria, Ferentillo, Lugnano in Teverina, Narni, Otricoli, San Gemini, Stroncone e, appunto, Terni. Luoghi che nel 17esimo secolo erano mete del “Gran tour” degli allora giovani aristocratici in viaggio tra Italia ed Europa per una personale ricerca intellettuale e culturale.

Centro urbano tra Terni (Interamna Nahars) e Narnia (Narni), Carsulae fu costruita dopo la realizzazione della via Flaminia che avvenne entro il 220 a.C. La riscoperta dell’area iniziò nel 16esimo secolo all’epoca di Federico Cesi e proseguì poi su ordine dello Stato pontificio, soprattutto finalizzando il tutto alla ricerca di oggetti e opere di alto valore. Gli scavi che hanno contribuito al recupero vero e proprio del sito avvennero però a partire dal 1951 grazie all’archeologo Umberto Ciotti (a cui è dedicato un centro visita e documentazione a sud dell’area di Carsulae) e continuarono fino al 1972 – periodo in cui ci fu il rinvenimento e il restauro dei bellissimi monumenti che possiamo ammirare oggi – per arrivare ai tempi odierni con gli interventi di scavo alle terme della Valdaosta University, alle indagini nel quartiere nord-est e dell’area forense da parte dell’associazione Astra, nonché alle sovvenzioni della Fondazione Cassa di risparmio di Terni che, nel corso degli anni, oltre a sostenere le spese di pulizia del sito, ne ha sovvenzionato lavori e acquisto di apparati tecnologici che hanno permesso di ampliarne le visite conoscitive.

Il grand tour è decisamente suggestivo e, per gli amanti del genere, toccare con mano scorci di storia, camminando tra panorami mozzafiato, è molto emozionante, ma non tutti ne conosco i particolari. Per questo si può scegliere di prenotare una visita guidata, che comprende una passeggiata della durata di circa un’ora e un quarto (327 0933751 – attivita@cascatadellemarmore.info), oppure cercare l’app dedicata, scaricabile sia per android che ios, che offre una mappa dettagliata dei luoghi da visitare in cui leggere nozioni in merito. Ancor più pratici i file audio che permettono di osservare ascoltando la piccola lezione vocale e il qr code nei pannelli per velocizzare il tutto, seppur qualcuno un po’ datato e rovinato dagli agenti atmosferici e non sempre leggibile.

Inoltre, il prossimo 28 agosto si potranno ritrovare gli spazi dell’anfiteatro romano, riportato finalmente alla luce dopo i tre lavori di scavo, recupero e valorizzazione fortemente voluti e finanziati dalla Direzione regionale musei Umbria, di concerto con la Soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio dell’Umbria, che sarà inaugurato dal concerto di Angelo Branduardi promosso nell’ambito del festival Suoni controvento. L’anfiteatro fu costruito nel periodo appena successivo a quello del teatro – a metà del primo sec. d.C. – entrambi posti nel settore est del centro urbano di Carsulae.

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