e.p.
PERUGIA – La bella vita dei boss albanesi della cocaina: incassi da oltre diecimila euro al mese, case e appartamenti. Non solo per viverci e spostarsi, ma anche da mettere a disposizione dei giovani spacciatori e rendere ancora più efficiente il traffico di droga.
Uno stato di cose scoperchiato dalle indagini della guardia di finanza, sotto il coordinamento della procura, iniziate a gennaio e che nelle ultime ore hanno visto l’aggiunta di un nuovo tassello: il fermo di un albanese, eseguito dal Nucleo antidroga delle fiamme gialle in collaborazione con la polizia penitenziaria perugina su delega della Direzione distrettuale antimafia di Perugia, per l’ipotesi di reato di associazione transnazionale finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti.
L’indagine, come detto, già nei mesi scorsi aveva dato un forte scossone alle attività del gruppo criminale attraverso arresti e sequestri. Ma soprattutto attraverso la scoperta del meccanismo che aveva permesso di sviluppare in maniera notevole il traffico di cocaina: le telefonate e i messaggi per ordinare i quantitativi avvenivano attraverso numeri di telefono albanesi che, come una specie di call center, organizzavano tutto direttamente dall’Albania con gli spacciatori che poi a Perugia avevano il compito di fornire la droga indicata nei posti indicati.
Un’attività da centinaia di dosi spacciate ogni settimana, puntualmente ricostruita dagli investigatori, che ha permesso appunto di far emergere non solo i notevoli guadagni mensili dei boss dello spaccio ma anche la disponibilità di case e auto che venivano utilizzate dagli spacciatori che venivano inviati periodicamente dall’Albania: qualche settimana di intensa attività di spaccio per poi tornare a casa prima di poter finire nella rete degli investigatori.
Nel corso dell’ultimo blitz, infine, finanzieri e polizia penitenziaria in casa dell’albanese sottoposto a fermo hanno trovato e sequestrato cocaina già pronta per lo spaccio e seimila euro in contanti. L’uomo, oltretutto, è risultato inadempiente a due precedenti espulsioni. È stato arrestato e portato in carcere a Capanne.


