Il viaggio tra scienza, cultura e fantasia di Isola di Einstein si ferma. La delusione degli umbri

L’annuncio arriva sui social network provocando non poche reazioni

di Francesca Cecchini

PERUGIA – «L’edizione 2022 dell’Isola di Einstein non si svolgerà. Una serie di circostanze non ci permettono di svolgere in maniera adeguata un evento che per le sue caratteristiche negli anni è stato riconosciuto a livello nazionale e internazionale come evento unico e di qualità. A tutti coloro che, numerosissimi, hanno chiesto informazioni sull’edizione 2022 e anche sul futuro del festival, rispondiamo che il territorio che ci ospita non è interessato a puntare sull’eccellenza e a sviluppare iniziative innovative e di rete. Vi terremo informati su nuove iniziative perché gli eventi si possono anche interrompere ma resta viva la nostra volontà di condividere con voi il piacere della curiosità e della scoperta». Così arriva sui social network l’annuncio “dell’isola che non c’è”.

Isola di Einstein, da anni appuntamento di inizio settembre con caratteristiche uniche incentrate sulla cultura della divulgazione scientifica a misura di grandi e piccini, alla portata di tutti, tra storyteller, esperimenti, esperienze ludico didattiche e arte (solo per citarne alcuni),  in ogni angolo della suggestiva Isola Polvese, nel cuore del lago Trasimeno, non ci sarà.
Migliaia di umbri e di turisti provenienti non solo da tutta Italia ma anche dall’estero, così come i divulgatori protagonisti, che tutto l’anno attendono la kermesse portando un veloce tutto esaurito nelle strutture del lago Trasimeno (e non solo) – veicolo, quindi, anche di importante indotto economico per il turismo umbro – rimarranno a becco asciutto.
Non nuova la decisione di fermare “Isola”, già presa in precedenza da Psiquadro, ideatore del format e principale realtà organizzatrice, vuoi per le lunghezze burocratiche, vuoi per la difficoltà di allineare l’organizzazione con alcuni dei soggetti coinvolti, ma gli organizzatori nel 2017 si erano già presi tempo per riflettere, accelerare e innovare: «Questo – annunciarono allora – è il percorso che ci siamo dati, e abbiamo creduto opportuno che il 2017 fosse il tempo per la riflessione e la pianificazione. Il 2018, auspichiamo, quello dell’accelerazione e dell’innovazione».
L’ultima edizione fu nel 2020, con lo stop dal 2017 e 2018 per le stesse difficoltà di oggi che hanno poi portato Psiquadro a interromperla nel 2021 e, ora, nel 2022.

Diversi i messaggi di dispiacere in risposta: «Un evento di divulgazione scientifica annullato: che dispiacere e che perdita per chi avrebbe partecipato per scoprire e imparare»
«Coraggio, resistete e progettate! Di tutti i festival a cui ho partecipato era forse il più “pieno”. Perchè sull’isola, grazie a voi, la scienza si viveva h24, a 360°»
«Grande rammarico. Uno degli avvenimenti più interessanti della zona»
«Peccato ogni anno venivamo e approfittavamo per fare una settimana in Umbria»
E un po’ di polemica mista al dispiacere che viene spontanea: «È una perdita per il territorio ma non è storia nuova – il commento del fisico Luca Gammaitoni che racchiude il pensiero di molte persone – Come per L’Isola di Einstein, così per il Post (Museo della scienza di Perugia). Non si ha memoria e non si riesce a fare una politica di respiro culturale di alto livello che faccia rete delle migliori energie. Si preferiscono eventi singoli ed estemporanei, capaci solo di dare breve ed effimera notorietà a pochi. Anche in questo caso è la politica che fa difetto. Che peccato».
La risposta di Irene Biagini di Psiquadro: «La cosa più triste è che ci siano istituzioni pubbliche che sfruttano l’idea e creano dell’evento una bruttissima copia, coinvolgendo tutti coloro che negli anni ci hanno sbattuto la porta in faccia o dato una pacca sulla spalla dicendo bellissima idea ma non possiamo darvi una mano… potrei fare un elenco lunghissimo».
Non solo sostegno, ma anche il suggerimento che, di anno in anno, con l’arrivo dei problemi organizzativi, viene naturale un po’ a tutti gli appassionati di Isola di Einstein, che partirebbero per qualunque meta pur di partecipare: «Cambiare location?»

LA RISPOSTA DEL SINDACO DI CASTIGLIONE DEL LAGO

Il sindaco di Castiglione del Lago risponde, sempre sui social, all’annuncio della mancata edizione di quest’anno: «Dopo aver letto il post dell’Isola di Einstein ci sembra necessario, per chiarezza, spiegare che il Comune di Castiglione del Lago ha fortemente creduto in questo evento per la sua valenza culturale e straordinaria innovazione nella divulgazione scientifica. Proprio per questo, anche negli anni della pandemia, abbiamo comunque investito e insistito perché si tenesse anche in forma ripensata sulla “penisola” di Castiglione del Lago invece che all’Isola Polvese. Il Comune era pronto anche quest’anno ad ospitare e/o contribuire economicamente alla realizzazione dell’evento dell’Isola di Einstein come nel precedente anno che, per motivi non legati alla volontà del Comune, alla fine non si è potuto svolgere. A marzo di questo anno gli organizzatori ci hanno scritto che l’edizione 2022 non ci sarebbe stata ma che auspicavano un rilancio importante per il 2023. Ad un anno da questo traguardo siamo a ribadire che l’amministrazione comunale è pronta a scommettere ancora su questo importante evento che da lustro a tutto il territorio del Trasimeno ed è un importate leva del marketing territoriale, oltre alla sua valenza scientifico divulgativa».
Ma il messaggio sul non voler puntare sull’eccellenza e sviluppare iniziative innovative e di rete non era rivolto al Comune di Castiglione e arriva veloce la risposta che chiarisce a sua volta: «Ringraziamo Matteo Burico e il Comune di Castiglione del Lago che da sempre hanno creduto nel progetto e accettato la sfida di organizzare l’evento insieme anche durante la pandemia. Per chiarezza: con il termine territorio intendiamo un contesto ampio di attori pubblici e privati che anche di fronte a numeri di rilievo e qualità dei contenuti, nonché visibilità a livello nazionale e internazionale, non hanno, in dieci anni ritenuto che quello che si stava svolgendo fosse un appuntamento strategico per il territorio, da sostenere, valorizzare e far crescere».

Social o non social, probabilmente i veri chiarimenti arriveranno in privato ma certo è che perdere Isola di Einstein sarebbe un danno enorme per l’Umbria che lascerebbe in bocca un sapore davvero amaro, considerato che la manifestazione nasce con un’originale e importante offerta culturale di alto livello cresciuta a dismisura nell’arco degli anni, portando afflussi turistici da grandi numeri, nonostante le diverse difficoltà incontrate dagli organizzatori. Ogni volta che “Isola non c’è” non solo si perde un impressionante introito economico, ma viene a mancare quell’incredibile viaggio tra scienza e fantasia che è uno dei fiori all’occhiello del cuore verde d’Italia. Siamo davvero pronti a lasciarla andar via?

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