“Le Rocche Raccontano”, la storia di Ferentillo come in un film

L’appuntamento unico in Italia

TERNI – C’è rievocazione e rievocazione. Solo l’Umbria ne conta quaranta (tra cui la Festa del Rinascimento di Acquasparta, la Giostra dell’Arme di San Gemini, il Palio dei Colombi di Amelia, la Corsa dell’Anello di Narni). Ma nessuna in tutta Italia ha le caratteristiche di quella che si svolge dal 1998 a Ferentillo: “Le Rocche Raccontano”. E che da giovedì 25 agosto fino a domenica 28 mette in scena quattordici quadri viventi dislocati lungo le vie più suggestive del comune della Valnerina.

«Una manifestazione unica – dichiara il sindaco Elisabetta Cascelli – frutto di una ricerca storica approfondita, che ripercorre tutti gli avvenimenti più importanti: si parte infatti con i Naharki, antico popolo pre-romano, si passa per i Longobardi, per la fondazione dell’Abbazia di San Pietro in Valle, fino a giungere alla Grande Guerra del 1915 – 18. Unica – sottolinea – anche perché a idearla è stato il regista Vanio Amici».
Infatti chi va a vedere “Le Rocche Raccontano” è come se andasse a vedere un film. E che film: con cinquecento figuranti, con scenografie suggestive, con le voci narranti. Ferentillo non ha dormito per tre sere: «Tutti noi eravamo impegnati nelle prove». Parlano i ferentillesi: «Partecipiamo tutti, chi nei quadri, chi negli allestimenti, chi dando una mano in taverna». Tutti quelli che poi hanno sfilato in corteo: figuranti con i costumi delle varie epoche.
«La storia di questo paese – spiega lo storico locale Carlo Favetti – viene narrata di quadro in quadro e quindi di epoca in epoca, in questa particolare manifestazione. Si parte da una “scena” che racconta le origini del paese “Umbri Coloni e Tribù Quirina”. Seguono in successione i quadri del monachesimo maschile e femminile attivissimo in Valnerina (scene raffiguranti le discordie tra i castelli e lo strapotere degli abati dell’abbazia, finché Papa Bonifacio VIII non affidò la giurisdizione al Capitolo Lateranense). Il Borgo rinascimentale con le sue botteghe artigianali fa da preludio alla scena dei nobili Cibo e Cybo Malaspina. Il quadro che vede come location il palazzo del Principe di Montholon mostra la nobile famiglia genovese che ha governato il territorio dalla fine del XV secolo, a tutto il XVIII. Lungo le sponde del fiume è collocato il quadro del brigantaggio con l’aggressione di un viandante. Segue la Peste, il miracolo di San Sebastiano, l’occupazione francese, il mercato e la fiera al borgo di Matterella, la Trebbiatura, il Tram a Ferentillo». La festa torna dopo gli anni orribili della pandemia insieme ai Cantori della Valnerina. Che presero parte al quadro della trebbiatura già nel 1998, e che tornano a cantare la tradizione popolare contadina a Ferentillo.

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