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Via Borsi, il mercato immobiliare se ne infischia del taglio dei pini

Federico Nannurelli, il super tecnico del Comune di Terni, spiega come diventerà quel quartiere residenziale dopo la messa dimora di 72 aceri

Di Aurora Provantini

TERNI – È stato il quartiere della borghesia ternana quando la città, nelle varie parti, era caratterizzata da un punto di vista sociale. Ed è stato per anni luogo di aggregazione dei giovani, quando i “ragazzi di buona famiglia” si davano appuntamento sui “muretti” di recinzione delle abitazioni private. Piccole palazzine costruite all’ombra di quei pini che adesso non ci sono più. E che fa male vedere abbattuti in men che non si dica. D’un tratto quella parte signorile di Terni cambia volto.

Alla borghesia che aveva scelto di andare a vivere lì, protetta da una fitta parete alberata, a due passi dal centro, si è sostituita una generazione di professionisti che ha acquistato ville singole o è andata ad occupare le case di famiglia, lasciate dai loro genitori. «Grandi appartamenti con giardino – spiega Angelo De Angelis, immobiliarista storico di Terni – che reggono il mercato. E ce ne fossero in vendita. Perché quando capita un immobile in quella parte di città, si vende in meno di una settimana. È una zona residenziale che piace sempre, come quella che va da viale Leopardi fino a via Carducci, detta dei poeti (via Manzoni, via Pascoli)».
Negli anni Sessanta ci hanno investito in molti e ancora nel Novanta era uno dei quartieri “bene”. «Diciamo che il taglio dei pini non inciderà sul valore degli immobili. Anzi, molti considerano la sistemazione del manto stradale un intervento di riqualificazione importante. Per chi acquista, sapere che verrà risolta la problematica della gibbosità della strada provocata dalle crescita delle radici dei pini, è un incentivo in più. Dopo la pandemia tutti vogliono trasferirsi in case più ampie, e nella zona di via Borsi ci sono le tipologie che interessano».
Per Angelo De Angelis, l’abbattimento dei pini non cambierà le cose insomma, se non dal punto di vista estetico: «Via Borsi senza alberi non te la immagini. E io purtroppo, per ragioni personali, non l’ho ancora vista dopo gli interventi di questi giorni. Ma credo che con la messa a dimora degli aceri prevista dal Comune di Terni, presto tornerà ad essere una strada ombreggiata. Ma d’altro canto le città evolvono e i cambiamenti sono necessari».

L’operazione di taglio dei pini è iniziata lunedì scorso e oggi cadranno gli ultimi tronchi: trentasei in tutto. Piante che, secondo una perizia tecnica, rappresentavano un pericolo piuttosto che un elemento di decoro urbano. «Un albero non ti avverte quando cade». Federico Nannurelli, il responsabile del servizio manutenzione strade e decoro ambientale, “di guardia” in via Borsi da quando sono iniziati i lavori, spiega come diventerà quella parte di città tra un paio di mesi. «Anzitutto sicura. Poi anche alberata». Per trentasei pini che se ne vanno, settantaquattro aceri arriveranno. Piccoli, certo, ma altrimenti non attecchirebbero. E il periodo individuato per la messa a dimora è l’inizio dell’autunno. Quindi, a breve, stazioneranno le carotatrici in via Borsi: «Toglieremo le radici, sistemeremo il manto stradale, rifaremo i marciapiedi e subito dopo metteremo a dimora i settantadue alberi».
Tutte operazioni che saranno condotte dopo aver “sentito” le varie parti. Tutte tecniche: agronomi, urbanisti, ingegneri. Perché all’esposto denuncia presentato dal circolo territoriale dell’associazione Verdi ambiente e società di Terni-Narni, con allegata diffida firmata da una cinquantina di residenti, ci ha pensato la procura a rispondere: «Nessuna condotta illecita nel taglio dei pini ad opera del Comune di Terni, mentre la valutazione di altri profili di illegittimità non compete alla procura ma eventualmente al Tar». La posizione del procuratore capo Alberto Liguori in merito alla vicenda dell’abbattimento degli alberi, non lascia spazio ad ulteriori opposizioni. E quella parte di città avrà un altro tipo di verde.

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