di Arianna Sorrentino
PERUGIA – Bruciano le bollette in segno di protesta per il caro energia e gas. Tanta partecipazione a Perugia come a Terni per la mobilitazione promossa da Confcommercio Umbria, dove imprenditori e dipendenti sono scesi in piazza Italia per protestare degli aumenti vertiginosi delle bollette e testimoniare le proprie difficoltà.
Alberghi, ristoranti, campeggi, vendite di mobili, panetterie – pasticcerie, supermercati ed ingrossi sono i settori più colpiti. Piazza Italia era affollata, e atteso è stato il momento del falò delle bollette, momento clou dell’iniziativa: un gesto simbolico per rappresentare il livello di preoccupazione altissimo. «Molte imprese hanno fiato ancora per uno o due mesi – parla il presidente di Confcommercio Umbria Giorgio Mencaroni – Bisogna intervenire subito. Serve con urgenza una formula, anche transitoria, in attesa del nuovo Governo. Non si può aspettare oltre». Tre i punti principali su cui lavorare secondo Confcommercio Umbria e approfonditi in conferenza stampa: «È necessario fissare un tetto al prezzo del gas e dell’energia elettrica. Ma bisogna anche riconoscere un credito di imposta che compensi gli aumenti record registrati per le imprese – al momento il credito di imposta del 15% per l’energia elettrica non è assolutamente adeguato. In ultimo, va eliminata ogni tassa o accisa sulle bollette energetiche fino alla fine di quest’anno». Situazione in bilico anche per gli alberghi. È intervenuto Simone Fittuccia per Federalberghi Umbria: «È un momento drammatico. I costi altissimi delle bollette mettono in difficoltà e annullano gli ottimi risultati del periodo estivo. Circa il 50% degli albergatori andrà incontro ad una chiusura preventiva per il periodo invernale». La protesta continua con lo spegnimento di luci e insegne delle imprese, escluse quelle in attività, durante le ore notturne dalle 20 di lunedì 4 fino a venerdì 9 settembre.

















